Gazzetta di Reggio

Reggio

Ora al Centro Matildico c’è posto anche per i lupi

Elisa Pederzoli
Ora al Centro Matildico c’è posto anche per i lupi

Siglato l’accordo con il Wolf Apenine Center per lo studio degli esemplari Reggioni: «Progetto europeo sulla purezza, agli ibridi toccherà la sterilizzazione»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO D’ENZA (REGGIO EMILIA). Quanti sono i lupi puri che vivono sul nostro Appennino e quanti, invece, sono ibridi, incroci tra lupi e cani? Da quando le incursioni dell’affascinante e temuto animale si registrano con maggiore frequenza, l’interrogativo non è più solo appannaggio degli esperti. Ma solo dagli esperti è attesa la risposta. E il Wolf Apenine Center sta lavorando proprio a questo. Ora, lo farà con uno “strumento” in più: è stato siglato un accordo con il Cras Matildico di Caverzana di San Polo.

«La struttura è l’unica autorizzata in provincia per la detenzione temporanea di animali pericolosi - spiega Willy Reggioni – e quindi anche dei lupi. Il Parco nazionale è titolare di un progetto europeo che si chiama “Life Mirco Lupo” che ha come obiettivo generale preservare il patrimonio genetico del lupo puro». Questo perchè in natura, lo si sta perdendo. «E’ in atto un processo di ibridazione del lupo con il cane. Per affrontare questa seria minaccia, il progetto prevede di monitorare gli ibridi. Per farlo, bisogna catturare gli esemplari per tenerli in cattività per pochi giorni: il tempo di essere sicuri che siano ibridi grazie alle analisi del sangue e alle risposte che arriveranno dai laboratori di genetica. Se si tratterà effettivamente di ibridi, prima di essere rilasciati verranno sterilizzati».

Per fare tutto questo, è necessario avere a disposizione una struttura idonea per tenere gli esemplari catturati. «Strutture in grado di detenere in assoluta sicurezza gli animali e in cui gli animali stessi possano stare tranquilli. Come è la struttura di Ivano Chiapponi» sottolinea Reggioni.

Lo studioso spiega che il progetto è già partito, appoggiandosi sin’ora su altre strutture. «Abbiamo iniziato con 5 esemplari. Tre erano perfetti e sono stati rilasciati. Due, ibridi, sono stati sterilizzati. Tra qualche mese, dopo il primo anno di lavoro, avremo le prime risposte» conclude.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google