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«Sosta selvaggia in via Maiella»

«Sosta selvaggia in via Maiella»

La rabbia del direttore del Centro commerciale Reggio sud

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REGGIO EMILIA. «Ora basta, siamo veramente stufi di essere presi per i fondelli da questa nostra amministrazione». È furioso Sergio Venturelli, presidente del Centro commerciale Reggio sud di via Maiella, che chiede all’amministrazione di intervenire in relazione ad un problema che si trascina da tempo sulla disponibilità di posti auto per i clienti dei venti negozi del centro e del Conad. Secondo Venturelli, i posti disponibili con il disco orario sono continuamente occupati da dipendenti delle attività vicine, che occupano così con le loro auto i pochi parcheggi con le strisce bianche rimaste in zona. «Le strisce blu che qualche lungimirante assessore ha pensato di distribuire attorno ai palazzi della zona Che Guevara-Passo Buole – spiega Venturelli – obbligano gli impiegati delle aziende della zona a parcheggiare negli “spazi liberi” del centro commerciale, rendendoli di fatto impraticabili alla nostra clientela. Stiamo parlando di centinaia di lavoratori che dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, lasciano le loro auto in sosta tutta la giornata». Il direttore del centro commerciale fa sapere di aver già a suo tempo previsto che la situazione avrebbe raggiunto questo epilogo, parlando con il Comune quando si decise di istituire i parcheggi con le strisce blu e chiedendo che lo stesso venisse fatto per i posti auto presenti nel centro commerciale. Quanto alle auto che non rispettano il disco orario, «abbiamo sollevato il problema alla dottoressa Francia della Municipale. Con quale risultato? La Municipale è sì intervenuta, ma di sabato, quando cioè la maggior parte degli uffici sono chiusi, e hanno multato la nostra clientela. Oltre al danno la beffa. Da tempo abbiamo chiesto anche all’assessore Tutino che venga finalmente risolto il problema, ma al di là delle solite promesse nessuno fa nulla».

Secondo Venturelli, «i nostri clienti lamentano di dover spesso lottare, qualche volta con litigi per colpa dei soliti maleducati e si rivolgono a noi esercenti chiedendoci di far fronte comune per risolvere il problema altrimenti si vedranno costretti ad allontanarsi in altre strutture più agevoli. Qualcuno ha suggerito che forse dovremmo recarci tutti dal Questore a protestare, visto che ultimamente va di moda e sembra che funzioni, ma noi siamo italiani, lavoratori che paghiamo le tasse e non vorremmo doverci fingere immigrati per risolvere i nostri problemi».

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