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Stalking, legale-imputato giudicato sano di mente

SCANDIANO. Il perito Gianfranco Rivellini è stato lapidario: «L’imputato è pienamente capace d’intendere e di volere». E’ arrivata, quindi, ieri in tribunale a Reggio una svolta non indifferente nel...


11 maggio 2016


SCANDIANO. Il perito Gianfranco Rivellini è stato lapidario: «L’imputato è pienamente capace d’intendere e di volere».

E’ arrivata, quindi, ieri in tribunale a Reggio una svolta non indifferente nel processo che vede un avvocato 48enne (di cui non forniamo l’identità per tutelare la privacy della figlia minorenne) accusato di stalking nei confronti della moglie. Il 48enne è per il perito sano di mente ed oltre a d essere imputabile può affrontare il processo. Una valutazione psichiatrica – ascoltata in aula dall’imputato ora affiancato da un nuovo difensore – che spinge il procedimento verso la conclusione: il 13 giugno verrà sentito l’imputato, poi la discussione (il pubblico ministero è Valentina Salvi) e l’emissione della sentenza da parte del giudice Dario De Luca.

Nelle scorse udienze era emersa una sorta di ossessione dell’uomo per la moglie (la coppia è in via di separazione), spinta da una gelosia che il medico curante della famiglia non ha esitato a definire come patologica. Insomma, un “quadro” complessivo che ha spinto il giudice a chiedere la perizia psichiatrica.

Nell’udienza del 3 novembre scorso la moglie – che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Marco Dallari – ha messo in fila, con sofferenza, particolari e circostanze.

Un susseguirsi di episodi di violenza – fisica ma anche psicologica – e il racconto di un’ossessione che ha dovuto subire e che le ha cambiato la vita. Ha spiegato come il marito la controllasse in tutti i suoi movimenti e di come tutto sia precipitato quando lei ha chiesto la separazione. «Mi ha rovinato la vita – ha rimarcato amaramente – mi ha privato di ogni libertà».

L’avvocato-imputato in questi mesi ha pericolosamente violato ogni misura restrittiva presa nei suoi confronti, finendo anche in carcere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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