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E’ morto “Resta” grande artista beat degli anni Sessanta

di Andrea Vaccari
E’ morto “Resta” grande artista beat degli anni Sessanta

Mario Ferretti, 68 anni, viveva in Olanda. E’ stato il leader della band dei “Rifiuti”, che animò la vita musicale di allora

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GUASTALLA. La notizia è arrivata dall'Olanda ed ha colto impreparati i tanti amici che lo ricordano con affetto per il suo anticonformismo, espresso al meglio nella musica, sua grande compagna di vita. E' morto a 68 anni Mario Ferretti, conosciuto da tutti con il soprannome di “Resta”, affibbiatogli per la magrezza che lo ha sempre contraddistinto (in dialetto, infatti, “resta” significa anche lisca). Di fatto, Ferretti è stato il primo “Beatle” di Guastalla, e insieme a un gruppo di amici aveva intuito il fiorire dei valori che hanno poi caratterizzato la fine degli anni Sessanta.

Anticonformismo e amore per la musica beat sono state le sue caratteristiche più evidenti, che non gli hanno risparmiato (inizialmente) le critiche dei cosiddetti “benpensanti” del paese, incapaci di cogliere gli aneliti di novità che cambiarono il modo di pensare delle giovani generazioni. I capelli lunghi, un modo di vestire informale, la voglia estrema di libertà, un rapporto libero con gli altri (ma mai violento), le speranze di un mondo migliore senza distinzioni di razza e soprattutto il linguaggio universale della musica erano elementi che subito lo hanno messo in cattiva luce, ma col passare del tempo Resta è riuscito a farsi stimare e apprezzare dalla comunità guastallese.

In quel periodo Ferretti aveva anche fondato un “club”, di fatto costituito da due stanze in via Spallanzani e arredato insieme ai componenti della sua band, “Resta e i rifiuti”, un nome a dir poco originale e dettato proprio dal fatto che questi ragazzi fossero considerati scapestrati da molti. In realtà a loro interessavano solo un modo di vivere nuovo e una musica più moderna, rappresentata al meglio da “hit” del periodo come “Gloria”, “Una bambolina che fa no, no, no” e canzoni dei Nomadi tra cui la celebre “Come potete giudicar” anch’essi, all’epoca, quasi debuttanti sulla scena nazionale della musica “giovane”.

Quando ebbe poco più di vent'anni, Ferretti si trasferì a Dordrecht, in Olanda, dove lavorava come tappezziere sulle navi, e in quel paese ha trascorso tutto il resto della sua vita.

Non mancava, però, di ritornare a Guastalla, dov'era ancora considerato un “personaggio”: negli ultimi tempi, memorabili sono stati i suoi ritorni in occasione di due edizioni del “Rock e Gnock”, rispettivamente nel 2008 e nel 2012, quando si verificò una storica “reunion” del gruppo, con il pubblico che gremiva la centralissima piazza Mazzini, letteralmente in visibilio. Furono quelle serate un eccezionale “amarcord” per tanti giovani e meno giovani “rocker” della Bassa Reggiana dove “Resta e i rifiuti” andavano per la maggiore. Ferretti lascia una figlia, la sorella Rita e il fratello Roberto, oltre ad altri parenti. Le esequie si terranno in Olanda ma non è escluso che dopo la cremazione le ceneri possano essere trasferite in Italia.

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