Gazzetta di Reggio

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“Emilio”, taxisti pronti alla diffida

di Ambra Prati
“Emilio”, taxisti pronti alla diffida

Il decano Bigi sul nuovo servizio di noleggio con conducente: «Non possono usare la parola radiotaxi»

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REGGIO EMILIA. «Il nuovo servizio di noleggio con conducente “Emilio”? Se usano la parola “radiotaxi”, parte subito la diffida legale». Non mena il can per l’aia Fabrizio Bigi, a proposito di “Emilio”, la nuova società Ncc che intende insinuarsi nello spazio di mercato lasciato libero dai taxi (ancora troppo pochi) e che sarà attiva dai primi di giugno, con una decina di vetture e una centrale operativa in piazza Gioberti. Il servizio, nato da un’idea dei soci Marco Ferretti e Paolo Gaspari, sarà presentato sabato all’Hotel Posta (ore 19); e proprio la locandina pubblicitaria, riportante la dicitura “Emilio, radio taxi noleggio con conducente”, provoca l’altolà di Bigi, rappresentante del sindacato Uri (Unione radiotaxi italiani) ed ex presidente Ctr (il monopolista consorzio radiotaxi reggiani).

«Ci terrei a precisare che l’associazione “radiotaxi Ncc” è falsa e non deve comparire: è pubblicità ingannevole, perché l’Ncc non è un taxi», prosegue Bigi, decano del settore al quale i soci, consapevoli di muoversi su un terreno minato, hanno chiesto un incontro esplorativo al fine di instaurare rapporti di buon vicinato. «Sono stati gentili a consultarci - afferma Bigi - se si muoveranno nei limiti della legalità, saranno i benvenuti». Da parte sua il Ctr fa intendere di non temere il nuovo competitor: «La dimensione di “Emilio” è ridotta, una decina di operatori non sposteranno gli equilibri». Dello stesso tenore il commento di Michele Vernaci, amministratore unico dell’Agenzia della Mobilità, l’ente di regolazione dei servizi di trasporto persone che, nel Reggiano, rappresenta tutti i Comuni: «Accogliamo con piacere qualsiasi iniziativa che vada verso l’ampliamento dell’offerta di mobilità». Ma con riserva. «Occorre fare attenzione che i cittadini non siano indotti a confondere servizi diversi: uno pensa di chiamare un taxi e arriva un’auto blu. Le regole vanno assolutamente rispettate, altrimenti si tradisce la fiducia dei reggiani». Nelle città limitrofe, prosegue Vernaci, esistono già servizi similari a “Emilio” e “l’Agenzia vigilerà sugli interessi degli utenti, per evitare prevaricazioni e sorprese a livello di prezzo”. La convenienza per il cliente rimarrà un’incognita fino all’attivazione del servizio, suggerisce Vernaci, che sottolinea: «Mentre i taxi hanno il tassametro e tariffe predeterminate dal Comune e dall’Agenzia della Mobilità, gli Ncc hanno sì un minimo e un massimo tabellare fissato dal Ministero dell’Industria, ma il range lascia ampia libertà di movimento».

Anche dal mondo degli Ncc che non hanno aderito a “Emilio” emergono osservazioni discordanti. C’è chi è perplesso sulla tempistica (è vero che il nuovo call center partirà prima dell’estate, ma servirà almeno un anno di tempo affinché prenda piede e per allora saranno entrati in funzione i 15 nuovi taxi concordati tra Comune e Ctr); c’è chi si è tenuto alla larga perché entrare significa guadagnare meno e “andare sotto padrone”. Non mancano gli ottimisti, come il noleggiatore Sebastiano Monorchio: «Credo che aver scartato l’ipotesi di un consorzio più allargato tra gli Ncc che lavorano in Mediopadana abbia fatto perdere un’occasione. Ma riconosco che Ferretti e Gaspari hanno avuto del coraggio a buttarsi».

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