«Esempio di forza per tutti noi»
In chiesa le preghiere per la famiglia: «Il vostro dolore non è stato inutile»
RUBIERA. «Quando mi hanno detto che se ne era andato, qualcosa è morto anche in me». Nemmeno don Mauro ha nascosto il dolore provato per il vuoto lasciato da Michael Tundo, un bambino di appena 11 anni che ha combattuto come un grande guerriero contro una infima malattia.
«Abbiamo pregato tanto per lui – ha ricordato il sacerdote, con voce rotta, nella gremita chiesa di Corticella – e insieme abbiamo collaborato per raccogliere i fondi per le sue cure e, soprattutto, per regalargli momenti di gioia. Come quello che Maik ha provato domenica scorsa, andando a vedere la partita della sua Reggiana. Adesso ci sembra che sia stato tutto inutile, e i nostri occhi non fanno che piangere, ma è solo apparenza. Michael è con il Signore, sorride da lassù: la sua vita non è finita, si è solo trasformata. Noi dobbiamo supplicare Gesù, la Madonna e lo stesso Michael di inviarci un po’ di speranza e un po’ di forza».
Quella forza che ha permesso a Maik di andare avanti in questi anni, nonostante tutto.
«Mi ricordo di un pomeriggio in cui sono venuto da te a fare i compiti – ha raccontato un compagno di classe, trattenendo i singhiozzi – ero rimasto sorpreso dalla voglia che avevi di studiare e rimanere in pari con noi. Tu per me sarai sempre un simbolo di forza e coraggio. Ti vorrò sempre bene».
«Ci hai insegnato ad impegnarci duramente, ad amare la vita, a sopportare anche quello che non ci piace senza lamentarci, come facevi tu – ha ricordato un’amica –. Questa è la lezione che porteremo sempre nel cuore, insieme al ricordo del tuo sorriso».
«Guerriero sei nato, guerriero sei stato – ha fatto eco un’altra compagna di scuola –. Grazie a te siamo persone più forti. Se avessi saputo che quello era l’ultimo abbraccio, ti avrei abbracciato più forte».
Ma parole di conforto sono andate anche a mamma Monica Filanci, a papà Gianluca e alla sorella Valentina: «Proprio come la Madonna siete rimasti fino all’ultimo ai piedi della croce di Maik. Il vostro dolore non è stato inutile e non andrà sprecato: siete esempio di santità per tutti noi». (m.r.)
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