Firme per Coffrini, il 20% da persone “a rischio”
La raccolta in occasione della manifestazione a favore del sindaco nel 2014 La relazione: varianti urbanistiche azzardate e appalti a ditte poi interdette
BRESCELLO. «L'atteggiamento di acquiescenza degli amministratori comunali che si sono avvicendati alla guida dell'ente, nei confronti della locale famiglia malavitosa si è poi trasformato in una condizione di vero e proprio assoggettamento al volere di alcuni affiliati alla cosca, nei cui riguardi l'ente, anche quando avrebbe dovuto, è rimasto, negli anni, sostanzialmente inerte».
Lo scrive il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nella sua relazione redatta sulla base di quella stilata dal prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto. Entrambi i documenti, comparsi martedì sul sito della Gazzetta Ufficiale, confermano le voci trapelate in questi mesi: all'interno dell'amministrazione comunale di Brescello sono riscontrabili forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, di cui si fa riferimento nell'articolo 143 del Tuel (il Testo unico degli enti locali). Tra le oltre 50 pagine delle relazioni, emergono favori ai parenti dei mafiosi, speculazioni edilizie sospette, varianti urbanistiche a rischio di infiltrazioni e appalti a ditte successivamente interdette sempre per mafia. Il tutto condito da una condiscendenza tra amministratori pubblici e personaggi aderenti alla cosca di 'ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro. «Questo atteggiamento di «accondiscendenza» nei confronti della consorteria – si legge inoltre – ha connotato la conduzione dell'ente nel corso di più consiliature e si è andato consolidando negli anni anche grazie alla sostanziale continuità gestionale derivante dalla costante presenza di alcuni amministratori, che si è tradotta in una continuità politico-amministrativa e di intenti degli organi elettivi, senza prese di posizione o interventi in discontinuità rispetto a fatti che si sono verificati in passato».
Uno degli aspetti che non è emerso nelle ultime settimane e che invece merita un approfondimento è quello relativo alle firme raccolte in occasione della manifestazione pubblica a favore di Marcello Coffrini, organizzata il 29 settembre 2014 dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del sindaco su Francesco Grande Aracri. Quella sera, in occasione del consiglio comunale straordinario nel quale Coffrini rimise in mano dei consiglieri il proprio mandato (le dimissioni vennero poi respinte) vennero raccolte circa duecento firme a sostegno del primo cittadino. Dalla relazione emerge che circa il 20% di queste firme appartenevano «a soggetti vicini o contigui alla consorteria. E' un dato fattuale – sottolinea il prefetto – che tra i latori della lista delle firme vi fosse anche un soggetto legato da stretti vincoli familiari con il titolare di una ditta che ha operato per il comune nel settore edile, poi raggiunta da interdittiva prefettizia antimafia». Nei documenti si parla inoltre di varianti urbanistiche (come quelle relative al quartiere "Cutrello" e alla realizzazione del supermercato "Famila", soprattutto quest'ultima finita sotto la lente d'ingrandimento perchè «ha consentito di effettuare una rilevante operazione imprenditoriale, senza che l'amministrazione abbia adeguatamente valutato le possibili ingerenze mafiose, pur a fronte di apposita missiva da parte della presidente della Provincia che per questa pratica raccomandò massima cautela nella valutazione dei requisiti soggettivi dei contraenti») a rischio di infiltrazioni e appalti a ditte successivamente interdette. Oltre all'assegnazione di immobili demianali senza graduatoria e incarichi in Comune, seppure di breve periodo, a parenti di quella che viene considerata la cosca di Cutro. Tutti interventi contraccambiati da sponsorizzazioni per eventi pubblici da soggetti che la prefettura ha giudicato "controindicati", e responsabili di interfenze nelle campagne elettorali. Il tutto in un contesto nel quale i dipendenti comunali sembrano non aver mai avvertito l'esigenza di cautelarsi dal fenomeno, in un misto tra inconsapevolezza e timore.
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