Gazzetta di Reggio

Reggio

prima della cerimonia

Tutti nel cortile per l’ultimo gioco assieme all’amico

Tutti nel cortile per l’ultimo gioco assieme all’amico

RUBIERA. Lo hanno aspettato nel cortile di casa, in via Giò Ponti, come se dovessero andare a giocare tutti insieme. C’erano le bambine, che tenevano stretti al petto bigliettini colmi di dediche. E...

1 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. Lo hanno aspettato nel cortile di casa, in via Giò Ponti, come se dovessero andare a giocare tutti insieme.

C’erano le bambine, che tenevano stretti al petto bigliettini colmi di dediche. E c’erano i bambini, vestiti con la divisa bianca e blu dell’Atletico BilBagno, squadra in cui Michael aveva giocato prima di ammalarsi. «Sarai sempre il nostro guerriero», c’era scritto in uno striscione pieno di foto. Mentre in un altro veniva presa in prestito dall’inglese la parola “swag” per descrivere la forza dell’amico che aveva saputo lottare per tre anni e mezzo con una malattia più grande di lui.

Ma per dimostrare a Maik e alla sua famiglia che quell’inspiegabile dolore non è stato del tutto inutile, e che, grazie all’esempio del «piccolo grande guerriero», hanno imparato ad amare la vita, i tanti – tantissimi – amici hanno deciso di aspettare il feretro di Michael in silenzio, sì, ma colorandolo.

E così, qui e là, hanno fatto sventolare le bandane – rosse, arancioni, gialle, blu, viola – usate d’estate, nel Grest della parrocchia, per dividersi in squadre.

Un ultimo gioco. Perché Michael, prima di essere un bambino ammalato, era un bambino. E loro hanno voluto salutarlo con un sorriso, di quelli che anche lui – nonostante la sofferenza, la fatica e la paura – regalava, illuminando chi gli stava intorno. (m.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google