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ROBERTA MORI A MONTECITORIO

Una legge dedicata alla medicina di genere

Una legge dedicata alla medicina di genere

REGGIO EMILIA. Gli uomini e le donne sono diversi anche nel modo di ammalarsi e rispondere a farmaci e cure mediche. Da questa evidenza scientifica prende le mosse la proposta di legge presentata...

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REGGIO EMILIA. Gli uomini e le donne sono diversi anche nel modo di ammalarsi e rispondere a farmaci e cure mediche. Da questa evidenza scientifica prende le mosse la proposta di legge presentata oggi in conferenza stampa a Montecitorio dalla prima firmataria, onorevole Pp Paola Boldrini, assieme al collega in commissione Affari sociali Federico Gelli e alla presidente della commissione Parità della Regione Emilia-Romagna Roberta Mori. «Si tratta dell’approccio conosciuto come medicina di genere che la Regione Emilia-Romagna ha assunto con l’articolo 10 della legge quadro per la parità n. 6/2014» ha dichiarato la presidente Mori che, anche come coordinatrice nazionale delle commissioni di Pari opportunità regionali, considera il testo presentato alla Camera «un passo fondamentale verso l’appropriatezza e l’efficacia delle prestazioni sanitarie nel nostro Paese». Come illustrato dagli esperti presenti in conferenza stampa, le donne si ammalano con sintomi e per motivi diversi dagli uomini, inoltre assumono più farmaci e li assorbono in maniera differente andando incontro spesso ad effetti avversi, anche perché in gran parte i farmaci sono ancora studiati sugli uomini. «Un sistema di ricerca e sanitario che si fonda sull’approccio al genere in modo strutturale e trasversale – ha evidenziato ancora Mori nel suo intervento - è un sistema equo che fa prevenzione, risparmia nei costi e aumenta il benessere di tutti, uomini e donne». La proposta di legge “Disposizioni per favorire l’applicazione e la diffusione della medicina di genere” ne prevede l'inserimento all'interno del Patto della Salute e un ruolo forte di promozione del Ministero, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e Province Autonome, verso l’attuazione di Piani sanitari e di prevenzione regionali che tengono conto del genere come fattore determinante.

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