Emergenza furti, arrestata la banda di “Arsenio Lupin”
La polizia blocca cinque georgiani dopo l’assalto in una casa. Professionisti in grado di fabbricare chiavi per le porte blindate
REGGIO EMILIA. Il capobanda è soprannominato nientemeno che “Arsenio”, come emulo del famoso Lupin uscito dalla penna di Maurice Leblanc ai primi del Novecento. Ma l’operazione della polizia – in sinergia squadra mobile e reparto prevenzione-crimine – non ha certo incastrato un gruppo di malviventi vecchia maniera come nei romanzi del ladro gentiluomo, bensì una banda di cinque georgiani super organizzati e tecnologici, capaci di fabbricare chiavi che aprono persino le serrature a cilindro europeo di ultima generazione.
L’intuizione giusta degli agenti – martedì mattina – è l’aver intercettato una macchina in centro a Reggio, già segnalata in precedenza a Trento da un cittadino come sospetta e rivelatasi il mezzo usato da tre georgiani con precedenti penali per reati contro il patrimonio.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13466296:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/05/13/fotogalleria/furti-nelle-case-ecco-la-refuritva-della-banda-di-arsenio-lupin-1.13466296]]
Un’auto segnalata alle questure del Nord Italia che all’improvviso sbuca nella nostra città. A quel punto la macchina – su cui viaggiano il 49enne Maruka Arsenidze (il citato “Arsenio”) e il 36enne Giorgi Tchulukhadze – viene pedinata da agenti in borghese che, seguendola, arrivano via autostrada sino alla periferia di Bologna, precisamente in via Roncaglio. Lì l’auto si ferma e attende qualcuno che poi in effetti arriva: sono tre giovani che consegnano una borsa colorata arancione ai due nell’abitacolo e se ne vanno. Tutto sotto gli occhi dei poliziotti che decidono di dividersi per bloccare i cinque sospetti.
A Bologna, poco dopo, vengono fermati i tre giovani, sono pure loro georgiani e avendo in tasca un biglietto ferroviario s’intuisce che vivono a Reggio: Otar Gigiadze (31 anni), Daviti Lohtadze (28) e Demuri Igmidava (26). Hanno con sè degli arnesi da scasso. Intanto prosegue il pedinamento della macchina che rientra a Reggio stavolta per la via Emilia e in via Bacone l’attende un posto di blocco che i due cercano di evitare, gettando dal finestrino la borsa arancione che poi si scoprirà contenente un pc portatile. Ma non andranno lontano. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13466352:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-presa-la-banda-di-arsenio-lupin-ecco-come-li-abbiamo-incastrati/56490/56701]]
Dall’auto spuntano preziosi, camicie. Per la polizia, insieme al computer, è il bottino del furto in una casa di via Roncaglio a Bologna. Scattano le perquisizioni nelle abitazioni reggiane della banda e lì gli agenti trovano di tutto: altri gioielli, orologi, arnesi da scasso e soprattutto l’armamentario per duplicare le chiavi delle porte blindate. Infatti la porta della casa bolognese svaligiata non è stata forzata e, come ricostruito dalla polizia, i due in auto hanno trasportato la refurtiva, mentre gli altri tre sarebbero i ladri entrati nell’abitazione felsinea.
Veri professionisti, con l’attrezzatura anche per valutare l’autenticità di diamanti e altri oggetti preziosi. Una banda ora in carcere. «E’ il diciottesimo arresto dall’inizio dell’anno di ladri nelle abitazioni – commenta il questore Isabella Fusiello – come contrasto ad un reato odioso, che colpisce l’intimità delle persone. Siamo soddisfatti anche per aver potuto restituire la refurtiva ai legittimi proprietari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
