Gli agenti seguono i clienti reggiani e arrestano lo spacciatore a Cadelbosco Sopra
Nella casa del pusher 500 grammi di hascisc e 70 di cocaina, i poliziotti della mobile hanno sequestrato anche 3.600 euro in banconote da 50
CADELBOSCO SOPRA. “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”, recita la tradizione popolare. E questa volta, oltre a rimetterci lo zampino, la “gatta” ha pure portato la polizia al “lardo”.
È seguendo alcuni noti habituées della droga, infatti, che la squadra mobile di Reggio Emilia è riuscita a risalire allo spacciatore Malki Abderrazak, arrestandolo con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione della polizia è iniziata giovedì pomeriggio a Reggio, quando alcuni agenti si sono messi sulle tracce di un paio di ragazzi tenuti sotto osservazione in quanto assuntori di droga.
Seguendo l’automobile dei “clienti”, i poliziotti sono arrivati fino a Cadelbosco Sopra, precisamente in via Pezzarossi, e hanno aspettato che i ragazzi pedinati uscissero dalla palazzina in cui erano entrati.
A quel punto è scattata la perquisizione: come immaginato dagli agenti, nelle tasche di uno dei ragazzi c’era un ovulo di hascisc. Il passo dalla strada all’appartamento dello spacciatore, a quel punto, è stato breve. Dopo aver controllato la casa di Malki Abderrazak – un 40enne originario del Marocco ma residente a Cadelbosco Sopra – i poliziotti hanno trovato mezzo chilo di hascisc di ottima qualità e 70 grammi di cocaina già suddivisa in dosi e pronta a essere venduta.
Nell’abitazione, inoltre, sono stati trovati 3.600 euro in contanti. Questo fatto, di per sè, non avrebbe stupito gli agenti della squadra mobile – che solo dall’inizio di quest’anno hanno sequestrato ben 130mila euro in contanti agli spacciatori – se le banconote non fossero state tutte del taglio di 50 euro. L’ipotesi più plausibile, dunque, è che ogni dose di cocaina – poco meno di un grammo – fosse venduta a quella cifra.
La droga e i soldi sono stati sequestrati, lo spacciatore è stato arrestato e il cliente è stato segnalato alla procura della Repubblica di Reggio Emilia.
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