Il commosso addio al 39enne Uris Tirelli
Albinea: tanti amici e colleghi si sono stretti attorno ai familiari sconvolti per la sua improvvisa morte
ALBINEA. Un addio dolente per una persona amata, stroncata da un malore improvviso che ha segnato un intero paese. Ieri pomeriggio sono stati officiati i funerali di Uris Tirelli, il 39enne albinetano ucciso da un malore domenica mattina lungo una ripida salita a Cà Schiavino di Viano, nelle colline del querciolese.
Il corteo funebre è partito dalla camera ardente del cimitero di Coviolo e ha raggiunto la chiesa di Albinea per la cerimonia religiosa e la sepoltura. Hanno presenziato tantissime persone, in gran parte abitanti della zona, amici da una vita di Uris, che a Albinea è nato e cresciuto. Non mancavano nemmeno i colleghi della tipografia di Modena dove Tirelli lavorava da tempo. Tutti hanno voluto essere presenti per salutarlo e per dare un segno di conforto alla famiglia, comprensibilmente devastata da quanto accaduto. Papà Celso, imprenditore in pensione, mamma Milly, conosciutissima perché titolare per decenni della sanitaria del centro di Albinea, e la sorella Sara sono stati affiancati da un continuo viavai di parenti e conoscenti, tutti provati dalla tragedia improvvisa. Tirelli, appassionato ed esperto di bici e di escursioni anche nello sterrato, è morto domenica mattina su una stradina stretta e ripidissima che dalla borgata di Cà Schiavino porta su un colle da cui si dipanano parecchi sentieri. Un tragitto già fatto tante volte, e che Uris conosceva benissimo. Stava percorrendo la salita assieme ad un amico quando un malore improvviso lo ha stroncato praticamente sul colpo. Nonostante l’immediato allarme dato dal compagno di escursione e il rapido arrivo dell’elisoccorso, non c’è stato nulla da fare: il suo cuore aveva già smesso di battere.
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