Dispetti e minacce alla ex Lo stalker è un ottantenne
Casina: a 20 anni dal divorzio l’anziano voleva riprendersi la casa di campagna Denunciato, il tribunale gli ha vietato di avvicinarsi alla donna e all’abitazione
CASINA. Se l’amore col tempo si affievolisce, la rabbia e il rancore resistono agli anni. Provocano paura e uccidono le piante, annaffiate con urina e benzina.
L’utilizzo di una casa a lungo condivisa ha scatenato nell’ultimo anno la furia di un 80enne pensionato di Casina nei confronti dell’ex moglie, da cui ha divorziato oltre vent’anni fa. Dopo la separazione l’abitazione di Casina intestata all’uomo – una costruzione rurale in una frazione – è rimasta in usufrutto alla ex coniuge, che continua a viverci. Per lunghi anni la situazione è rimasta tranquilla, poi nel 2015 il marito ha deciso che la decisione dell’epoca non gli andava proprio giù e ha pensato a metodi alternativi, per così dire, per riavere la casa, iniziando una campagna di minacce e offese. A 80 anni si è fatto travolgere dalla rabbia, alla faccia delle emozioni che col passare del tempo dovrebbero ammorbidirsi.
Per mesi l’80enne ha marcato stretta l’ex moglie presentandosi spesso davanti all’abitazione a Casina, minacciandola, picchiando con forza con calci e pugni alla porta e alle finestre, per ottenere attenzione. Se l’è pure presa con le piante sistemate in giardino, sterminate a colpi di urina e di benzina versate ripetutamente sui vasi e sulle basi delle piante. Il giardino si è rapidamente spopolato, e al fastidio si sono uniti i fortissimi e fastidiosi odori. Nell’ultimo periodo l’anziano ha ulteriormente alzato la posta, gridando all’ex moglie che l’avrebbe uccisa se non si fosse sbrigata a lasciare la casa. Il tutto usando delle spranghe e dei bastoni come incentivo. A fine aprile, la minaccia ha rischiato di diventare concreta, l’uomo – armato con un piede di porco – ha spaccato la catena che chiudeva la stalla sistemata sul retro dell’edificio e, avvicinandosi alla donna, ha ribadito le intenzioni bellicose. Una situazione diventata progressivamente ingestibile per la signora, che negli ultimi mesi ha dovuto cambiare le proprie abitudini quotidiane. Alla fine ha scelto di non uscire di casa se non accompagnata da un’altra persona. L’aggressione di fine aprile ha provocato il punto di non ritorno, la donna ha deciso di denunciare l’ex marito ai carabinieri di Casina.
È partita un’indagine e dopo aver raccolto una corposa quantità di materiale, il magistrato incaricato si è rivolto al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia chiedendo l’applicazione di forti misure restrittive. Il giudice ha accolto la richiesta e quindi d’ora in poi l’80enne, denunciato con l’accusa di atti persecutori, non potrà avvicinarsi né alla donna né all’abitazione, né potrà comunicare con lei in nessun modo. A scopo precauzionale, la signora è stata momentaneamente portata in una struttura protetta sconosciuta all’ex coniuge. (adr.ar.)
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