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«In lotta per farmi processare»

«In lotta per farmi processare»

Ligonchio: il vigile Baccini ottiene l’accompagnamento coattivo di chi lo accusa

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CASINA. Ha rifiutato la prescrizione perché vuole che un giudice entri nel merito delle accuse che gli sono state mosse da Gionni Zambonini, che sostiene di essere stato aggredito e insultato da lui nel gennaio 2007 all’interno del Comune di Ligonchio. Ora il vigile Azeglio Baccini ha anche ottenuto dal giudice l'accompagnamento coattivo di Zambonini, che lo ha querelato per ingiurie, diffamazione e percosse. Pertanto nella prossima udienza, fissata per il 15 dicembre, la parte offesa sarà accompagnato in aula dai carabinieri, come disposto giovedì dal giudice di pace Rosati.

Il comportamento processuale di Baccini, che è tutelato dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, non è dei più comuni. In primo luogo perché ha rinunciato alla prescrizione che era già intervenuta, e non è da tutti rifiutare questa possibilità. E ora perché ha ottenuto che chi lo accusa si presenti in aula. L’accompagnamento coattivo viene disposto in genere per i testimoni, molto di rado invece per le parti offese, che si suppone abbiano tutto l’interesse all’accertamento della verità. Baccini tra l’altro ha fatto sapere che non accetterà la remissione della querela: dunque la sentenza dovrà alla fine arrivare.

Il querelante come detto è Gionni Zambonini, che appartiene a una famiglia che in più occasioni era stata oggetto di accertamenti da parte dell'agente di polizia municipale. Gionni e il padre Giuliano sono tra l'altro stati condannati in primo grado per aver aggredito l'uomo nel 2007. «Fino ad ora nei vari processi che sono stati avviati il giudice mi ha sempre dato ragione questo è l'ultimo rimasto in piedi - aveva detto Baccini quando rinunciò alla prescrizione -. Lo scorso dicembre sono scattati i termini per la prescrizione ma mi sono presentato in aula con il mio avvocato per dire che non intendevo avvalermene».

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