«Italo, impossibile ripristinare gli abbonamenti»
REGGIO EMILIA. «Sulla linea Reggio-Bologna e Reggio-Milano abbiamo 25 treni: troppo pochi. E siamo in difficoltà rispetto a Trenitalia». E’ la risposta che il presidente di Ntv Andrea Faragalli...
REGGIO EMILIA. «Sulla linea Reggio-Bologna e Reggio-Milano abbiamo 25 treni: troppo pochi. E siamo in difficoltà rispetto a Trenitalia». E’ la risposta che il presidente di Ntv Andrea Faragalli Zenobi ha inviato all’amministrazione comunale, dopo la lettera di protesta per la sospensione degli abbonamenti dei pendolari alta velocità: dal mese di maggio, infatti, l’operatore ha detto stop agli abbonamenti a prezzo agevolato, sospesi “sine die”, costringendo i pendolari ad acquistare o il biglietto singolo oppure l’abbonamento per l’intera tratta Milano-Bologna, con rincari che vanno dal 30 al 100%. «Comprensibili motivazioni di carattere commerciale, ma noi non ci fermiamo: presenteremo un esposto all’Authority e al Ministero delle Infrastrutture perché pensiamo che questa sia una ferita per la nostra città», replica a stretto giro di posta l’assessore alla mobilità Mirko Tutino.
In merito alle rimostranze espresse dai pendolari reggiani, Italo afferma che «la nostra flotta è composta da 25 treni, numero che attualmente offre una capacità ridotta rispetto al competitor e che limita commercialmente la possibilità di emettere abbonamenti. Ntv ha di recente deliberato l’ampliamento della flotta tramite acquisto di nuovi treni», ma ci vorrà tempo e, ricordando che gli operatori privati «non hanno nessun obbligo di offrire servizi in abbonamento», al momento queste sono le condizioni date. «Ciò non significa che in futuro questa posizione non potrà essere oggetto di rivalutazione», conclude Ntv. Nella risposta ufficiale, Ntv, nel rimarcare più volte l’attenzione verso il territorio reggiano, elenca le scelte strategiche che portano acqua al suo mulino: vale a dire i collegamenti giornalieri raddoppiati (dal 13 dicembre 2015, sono passati da 12 agli attuali 23) e, sempre in quella data, «è partito il progetto Italobus, primo esempio di trasporto integrato rotaia-gomma», che vede «Reggio Emilia al centro del progetto». Si tratta di tre linee di pullman che collegano la stazione Mediopadana con le città limitrofe (verso Mantova, Sassuolo-Modena e Parma-Piacenza-Cremona); peccato che i bus (dal costo stimato di circa 2-3mila euro al giorno) siano mezzi vuoti. Un flop spiegabile con il fatto che la clientela dell’alta velocità è un’utenza business, che ha fretta, vuole la comodità e non apprezza di certo i tempi lunghi dei bus (occorre partire un’ora e mezza prima per un viaggio di 40 minuti). Proprio su Italobus, commenta l’assessore Tutino: «Piuttosto che tagliare sulle agevolazioni ai pendolari, rivedrei un servizio che ad oggi ha un utilizzo ridotto». (am.p.)
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