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Capannone 18, servono subito 4,5 milioni

Capannone 18, servono subito 4,5 milioni

Per il codice degli appalti i lavori alle ex Reggiane non possono partire senza copertura. Notari: «Le risorse ci sono già»

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REGGIO EMILIA. Per la riqualificazione del capannone 18 delle ex Reggiane servono 4,5 milioni di euro. E servono subito. È per questo che la Stu Reggiane, partecipata al 70% del Comune e al 30% da Iren Rinnovabili, ha pubblicato sull’albo pretorio l’avviso di gara rivolto agli istituti di credito per un finanziamento di un importo massimo di 10 milioni, da acquisire con «estrema urgenza».

Un’urgenza motivata dal fatto che, secondo il codice degli appalti, la partenza dei lavori deve essere del tutto coperta dal punto di vista economico. E le risorse a disposizione del progetto – tra pubblico e privato pari a circa 21 milioni di euro - benchè stanziate potrebbero differire rispetto alla necessità di effettuare pagamenti. Di qui la richiesta di credito alle banche, per una cifra massimo fino a 10 milioni di euro. L’avvio del bando per il capannone 18 è previsto a settembre. E la differenza tra i 4,5 milioni necessari e i 10 milioni che potrebbero arrivare in caso di riuscita della gara “bancaria” sarebbe usata dalla Stu per avere un maggior margine economico in fase di trattative con quei privati che mostreranno interesse ad acquistare spazi nel Tecnopolo: 12.500 metri quadrati, al prezzo di 1.600 euro al metro quadro, per un totale di venti milioni di euro stimati di incasso dalla Stu quando il Tecnopolo andrà a pieno regime.

Di questi venti milioni, una parte coprirà il prestito bancario, mentre il resto verrà utilizzato per completare l’intero progetto di recupero delle ex Reggiane, che contempla interventi per un totale di 31 milioni di euro fra i quali la riqualificazione di piazzale Europa e di viale Ramazzini.

Calcoli che sembrano non preoccupare l’assessore al Bilancio, Francesco Notari, per il quale la gara rivolta alle banche è relativa «solo ad una questione di tempi nei flussi finanziari, visto che la copertura economica sul progetto c’è».

Nell’ipotesi in cui le banche non mostreranno interesse al bando, la gara per il capannone 18 partirà comunque, ma in una versione “ridotta”. Un’ipotesi che Notari tende ad escludere: «Il mondo bancario ha già manifestato un certo interesse spontaneo per l’operazione – aggiunge – Per questo ci aspettiamo un interesse anche per il bando. L’esposizione sarebbe comunque solo temporanea. Mi parrebbe strano che le banche, che hanno come mission impiegare il denaro anche in attività di questo tipo, non agissero in una situazione in cui ci sono garanzie sia dal ministero che dal socio privato».

Il riferimento è ai 21 milioni che la stu avrà in cassa, frutto di un finanziamento pubblico pari a 12,9 milioni di euro, cui si aggiungono i 6,8 milioni che Iren Rinnovabili si è impegnata a versare nel progetto. Di soldi pubblici, finora, sono arrivati solo 2,9 milioni. Il resto verrà concesso con l’avanzamento dei lavori. Da Iren, invece, finora sono stati versati 3,9 milioni. I 12,9 milioni di euro di finanziamento pubblico – 10,9 milioni del “Piano nazionale per le città” del governo, e due milioni messi a disposizione dalla Regione – verranno immessi dal Comune nella stu come aumento di capitale, raggiungendo in questo modo il 70% della partecipazione. È questo l’argomento della discussa delibera “saltata” nell’ultima riunione della commissione “bilancio e affari istituzionali”, su cui hanno polemizzato le opposizioni. «Il regolamento prevede due giorni di tempo per fornire ai consiglieri gli atti - replica Notari – noi volevamo fornire loro la delibera dieci giorni prima, ma il testo definitivo non era pronto. Non capisco il motivo della loro polemica». (e.spa.)

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