M5s, i reggiani con Grillo «Pizzarotti ha sbagliato»
Da Spadoni a Cantamessi, tutti d’accordo sulla sospensione del sindaco di Parma «Tenere nascosto l’avviso di garanzia ricevuto è stato un fatto troppo grave»
REGGIO EMILIA. Tutti con Grillo, in nome della trasparenza. I rappresentanti reggiani del M5s non hanno dubbi nel commentare la bufera che ha travolto il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, sospeso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso d’ufficio per una nomina al teatro Regio, in seguito a un esposto presentato da un consigliere Pd. Il sindaco avrebbe ricevuto l’avviso di garanzia a febbraio. Ma il M5s lo ha scoperto solo nei giorni scorsi, quando la notizia è apparsa sui giornali. Di qui la sospensione, anticamera di una possibile espulsione, che ha riacceso una guerra interna al movimento che vede schierati da un lato Grillo e lo staff M5s, dall’altro il sindaco parmigiano, da tempo ai ferri cortissimi.
Una contesa nella quale gli esponenti reggiani del M5s non hanno dubbi su quali posizioni schierarsi, nonostante Pizzarotti sia passato al contrattacco sbandierando le sue ragioni. E, nel pieno della burrasca, i reggiani stanno tutti dalla parte di Grillo. A cominciare dalla parlamentare, Maria Edera Spadoni: «Sarebbe potuto uscire allo scoperto, invece Pizzarotti ha tenuto tutto nascosto – commenta – è un comportamento che mina il rapporto di fiducia. È un fatto molto grave, una questione di trasparenza. Per me rimane sospeso». Ma il caso Pizzarotti avrà ripercussioni anche a Castellarano, dove la lista M5s vede schierato come candidato consigliere Claudio, il padre del sindaco parmigiano? «Le colpe dei padri non ricadono sui figli. E le liste certificate vanno avanti», sostiene Spadoni.
Opinione simile è quella del consigliere regionale, Gianluca Sassi: «Non aver comunicato subito tutto è stato un errore di Pizzarotti – afferma – da un punto di vista umano capisco che abbia cercato di tutelarsi, ma dal punto di vista della formalità interna è mancata completamente la trasparenza. Dice di aver ricevuto mail “anomine” dallo staff. Anch’io ho ricevuto sempre mail dallo staff, è un fatto noto».
Fra i consiglieri comunali, il neocapogruppo in sala Tricolore, Ivan Cantamessi aveva già commentato la vicenda su Facebook, mostrandosi pienamente d’accordo con Grillo. Un post che ha ricevuto like e commenti, fra i quali anche quello di Marco Vagnozzi, presidente del consiglio comunale di Parma con il quale è nato un vivace dibattito, nel quale lo stesso Vagnozzi ha confermato di sapere dell’avviso di garazia da tempo. «Bisogna essere trasparenti e Pizzarotti non lo è stato. Il suo capogruppo è in contatto con i parlamentari, poteva contattare chi voleva». La pensa così anche l’ex capogruppo in Sala Tricolore, Norberto Vaccari: «Grillo non ha fatto altro che affermare uno dei principia cardine del M5s: la trasparenza. Da Pizzarotti una mancanza molto grave».
Per la consigliera reggiana, Alessandra Guatteri, «se Pizzarotti si fosse comportato come Nogarin sono sicura che sarebbe stato tutelato. Pizzarotti ha invece mancato di rispetto verso il M5s, i suoi elettori e i cittadini, che avevano diritto di sapere».
Netto anche il giudizio della consigliera, Paola Soragni: «Non possiamo pretendesre dagli altri onestà e trasparenza se non siamo noi i primi ad essere d’esempio».
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