Rubertelli: «Il Comune è schiavo di Iren»
Opposizione all’attacco durante l’incontro di Alleanza civica. Bellentani: «Circondati dall’arroganza»
REGGIO EMILIA. Non usano mezzi termini i rappresentati di Alleanza civica e attaccano duramente la giunta di Luca Vecchi. “In città manca trasparenza”, “il Pd confonde partito con istituzione”, “Reggio è schiava di Iren”: queste alcune delle stoccate che sono state sferrate ieri all’hotel Astoria, durante l’incontro “Due anni in... comune” a cui hanno partecipato Cinzia Rubertelli, capogruppo consiliare Grande Reggio e Progetto Reggio, Cesare Bellentani, capogruppo consigliare Lista Magenta, e Stefania Violi e Giacomo Giovannini, vicepresidenti Alleanza Grande Reggio e Progetto Reggio. Un momento di riepilogo di quanto svolto durante questi due anni diventa ben presto un’occasione per elencare i problemi della comunità reggiana.
Da Iren alle infiltrazioni mafiose in Emilia. «Il vero problema di questa città - ha spiegato la Rubertelli - è la totale mancanza di trasparenza. Soprattutto da parte di chi si riempie la bocca di tante belle parole ma poi in concreto non fa nulla». Come per esempio il caso delle partecipate: «Dovevano essere ridotte - continua la capogruppo - e invece da quando siamo in sala Tricolore ne sono state create due nuove. Una di queste è la Stu, che è al 70% del Comune e al 30% di Iren. Su questo tema siamo stati chiamati a discutere la settimana scorsa in Commissione ma senza darci prima dei documenti, e le risposte che ci hanno dato sono state evasive e imprecise». Strettamente connesso a questo tema c’è poi l’annosa polemica sul ruolo della società di servizi a Reggio Emilia. «Si Iren vi è un evidente conflitto di interessi, perché questa sponsorizza copiosamente tantissime attività e iniziative del nostro Comune. Ho dei dubbi se sono stata eletta come membro del consiglio del Comune o di Iren. Rispetto a questo colosso la città non è libera». Ad accusare l’amministrazione di scarsa trasparenza è stato anche Bellentani: «Viviamo circondati dall’arroganza di chi governa da 70 anni senza alternanza e confonde il partito con le istituzioni. Di 33 mozioni approvate nel 2014 ben di 15 non ne sappiamo nulla. Mentre lo scorso anno abbiamo presentato 67 interrogazioni in forma scritta, la cui risposta è prevista entro venti giorni. Ebbene, i ritardi sono spesso di oltre 100 giorni».
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