Grandine anche nella chiesa di San Pietro
Il vento ha abbattuto la porta e i chicchi hanno invaso il transetto. Una trentina le chiamate al 115
REGGIO EMILIA. Una folata di vento sbatte a terra la porta. E un’ondata di acqua mista a grandine invade il transetto, allagandolo.
È successo sabato pomeriggio, intorno alle 18, nella chiesa di San Pietro, in via Emilia. Il portone esterno dell’ingresso secondario era aperto e così la corrente d’aria si è abbattuta con violenza sulla porta più interna che, non essendo fissata alle pareti, non ha retto all’urto ed è crollata, portandosi dietro un fiume in piena. E il disastro avrebbe potuto tramutarsi in disgrazia, se la raffica avesse colpito la chiesa solo mezz’ora prima. In San Pietro, infatti, si era appena concluso un matrimonio: la porta avrebbe potuto cadere addosso agli invitati, ferendoli. Fortunatamente al momento dell’irruenta ventata in chiesa non c’era più nessuno, e al sagrestano non è rimasto altro da fare che ripulire e riordinare tutto in vista delle messe e del matrimonio del giorno dopo.
Un po’ quello che è accaduto in tutta la zona centro-sud della città. All’indomani del nubifragio, infatti, mentre commercianti e ristoratori, provvisti di scope e ramazze, si sono messi all’opera per sistemare cortili interni, distese e tratti di via, i vigili del fuoco hanno proseguito gli interventi iniziati sabato sera.
Una trentina, in tutto, le richieste di aiuto arrivate al 115. Le chiamate sono iniziate alle 18.15 di sabato, quando la violenza del temporale ha raggiunto il suo apice, e sono continuate fino al primo pomeriggio di ieri. La zona più colpita è stata quella del centro storico – via Panizzi, via Liguria, via Emilia San Pietro, via San Filippo, viale Monte Grappa, via Garibaldi, via Calatafimi, via Lusenti, via Toschi e i viali della Circonvallazione – nella quale i vigili del fuoco sono intervenuti per vuotare cantine e scantinati allagati, e tre trombe degli ascensori. In via Liguria e in via Roma, inoltre, due grossi rami sono caduti su due auto in sosta.
«Ci sono città in emergenza continua e città dove l’emergenza manda sotto tutti – ha scritto ieri mattina su Facebook, al termine dei sopralluoghi nelle scuole e negli edifici pubblici, il sindaco Luca Vecchi – poi ci sono città dove davanti all’emergenza tutti si attivano. E si sta lì fino a quando l’emergenza è superata e la normalità ritornata». Viene da chiedersi, però, fino a quanto il nubifragio di sabato sia emergenza e non, ormai, una normalità cui bisogna imparare a far fronte. (m.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
