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Per salvare il Mauriziano 200 firme in poche ore

di Leonardo Grilli
Per salvare il Mauriziano 200 firme in poche ore

Dopo la denuncia del degrado partita dalla Gazzetta, la città si è mobilitata Lettera a Vecchi e un evento su Facebook. Fantuzzi: «Vanno sbloccati i restauri»

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REGGIO EMILIA. La casa di Ludovico Ariosto giace semi abbandonata da molti anni, e questa purtroppo non è una novità per la città. Intere decadi in cui l’unica cosa che si è vista sono state le promesse e le parole delle varie amministrazioni comunali che, nonostante gli annunci, non hanno mai davvero cambiato lo status del Mauriziano. Quello di un edificio ricco di storia e cultura che in potenza potrebbe dare molto alla città ma che di fatto rappresenta una macchia difficile da cancellare. È dagli anni ’70, da quando si cominciò a spostare pezzi della dimora nei depositi dei Musei civici “per motivi di sicurezza”, che nella dimora dove visse i primi dieci anni della sua vita il grande poeta non si muove una foglia.

Ora però sembra che il grande sonno del Mauriziano stia per finire. Anche se si perderà un’altra grande occasione per valorizzarlo. I lavori di messa in sicurezza dello stabile infatti, messi a bilancio dal Comune nel 2015 per la cifra di 80 mila euro, non accennano ancora a partire. Il 2 maggio sono stati presentati i progetti al vaglio della Soprintendenza, che deve ancora rispondere, e poi si dovrà trovare la ditta e fare il preventivo. I tempi non saranno quindi brevi, impedendo così di celebrare in grande stile il 500esimo anniversario dell'Orlando Furioso e forse anche la ricorrenza della nascita di Ariosto, che cadrà l'otto settembre. E proprio per sollecitare il Comune ad accelerare i tempi e scongiurare una chiusura della casa ariostesca, ad oggi comunque non prevista dall’amministrazione, il movimento “Reggio città aperta - Un'altra Reggio è possibile” ha cominciato a mobilitare la cittadinanza. Innanzitutto con un evento su Facebook dal titolo “Salviamo il Mauriziano”, che in poche ore ha avuto più di duecento like. Numero che però è in constante crescita.

«L'ennesima occasione perduta da un'amministrazione non all'altezza - ha commentato Francesco Fantuzzi - mobilitiamoci per salvare una parte gloriosa della nostra storia, non solo locale. A Reggio Emilia non si è nemmeno in grado di avviare i lavori di restauro della struttura, proprio nell'anno in cui si dovrebbero celebrare alcuni dei momenti fondamentali della vita e dell'arte dell'Ariosto». L’appello si rivolge poi direttamente al primo cittadino, in attesa di organizzare una eventuale raccolta firme: «Sindaco Luca Vecchi, anche in quanto delegato alla cultura si attivati immediatamente per sbloccare i lavori di restauro per arrivare pronti almeno all'8 settembre, data di nascita dell'artista. Non perdiamo l'ennesima occasione, non pensiamo solo alla fotografia».

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