Il trans ritorna in libertà «Macché violenza, lo amo»
Davanti al giudice il 35enne replica al giovane che l’accusa di abusi e sequestro La difesa: «Il 25enne ha perso la testa, non gli ha dato i 200 euro che voleva»
REGGIO EMILIA. Non è più in carcere il trans venezuelano 35enne che nella notte fra venerdì e sabato è finito nei guai per quanto accaduto nel suo appartamento: tentata violenza sessuale, lesioni aggravate e sequestro di persona.
Accuse pesanti e contro il transessuale punta il dito un marocchino 25enne in quella che rimane una storia torbida.
Ieri mattina alla Pulce il sudamericano ha parlato per circa un’ora davanti al gip Antonella Pini Bentivoglio – nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto – difendendosi con forza, dicendo in sostanza di essere stato incastrato da quel giovane di cui è pure innamorato.
Il 35enne ha detto che entrambi quella notte hanno bevuto un po’ troppo e il nordafricano avrebbe anche sniffato cocaina. Su di giri, avrebbero avuto un rapporto sessuale. «Ma non c’è stato nessun abuso sessuale – rimarca il trans – io mi sento donna e amo quel ragazzo. Certe cose le faccio solo con i clienti...». E nel racconto dell’indagato c’è a quel punto l’aggressività del 25enne che gli avrebbe chiesto 200 euro: »Sono affezionata a lui e altre volte gli ho prestato dei soldi, ma stavolta non potevo dargli più di 50 euro e lui si è arrabbiato, perdendo la testa». Il marocchino avrebbe cominciato a spaccare lampadine, bicchieri e bottiglie, ferendosi ad una mano. Poi ha chiamato i carabinieri urlando: «Te la faccio pagare!». Esauritasi la testimonianza, il giudice ha convalidato l’arresto, liberando il trans. «Penso che sia convincente la ricostruzione fatta dal mio assistito – dice al termine l’avvocato difensore Mario Di Frenna – perché la vicenda non è certo come l’ha raccontata la presunta parte offesa. Vi sono diversi lati oscuri che vanno chiariti». Un’inchiesta certamente da completare, perché la versione ritenuta sinora credibile dai carabinieri (coordinati dal pm Giacomo Forte) è completamente diversa. Complice anche l'uso smodato di alcolici il 25enne dice di essersi ritrovato nudo sul letto per poi reagire con veemenza al tentativo dell'abuso sessuale da parte del trans. Un rifiuto che ha fatto perdere la testa al 35enne: ha rotto le lampadine di casa rendendo l'ambiente buio e cosparso il pavimento di vetri di bicchieri rotti per impedire al giovane di alzarsi da letto. Il trans ha chiuso a chiave la porta di casa e, armatosi di due coltelli, ha minacciato il giovane che cercava di respingerlo. Il marocchino ha riportato una lieve ferita da arma da taglio alla mano. Vedendo il sangue, lo stesso trans si è calmato.
Ed è stato in quel frangente che il nordafricano con il cellulare è riuscito a chiamare il 112 e dare l'allarme. (t.s.)
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