Rissa in discoteca Quattro reggiani finiscono in manette
REGGIO EMILIA. Non pensavano certo che quei quattro clienti ubriachi e molesti potessero reagire con tanta violenza. Eppure uno di loro girava con una spranga di ferro nell’auto e l’ha usata per dare...
REGGIO EMILIA. Non pensavano certo che quei quattro clienti ubriachi e molesti potessero reagire con tanta violenza. Eppure uno di loro girava con una spranga di ferro nell’auto e l’ha usata per dare manganellate ad uno dei due buttafuori che stavano cercando di placare la situazione. Voleva colpirlo alla faccia, ma il collega della vittima ha parato il colpo con la mano e la spranga deviata ha colpito anche la mano dell’altro. Conclusione: fratture nelle due mani sinistre dei due buttafuori. E anche all’arresto di quattro reggiani ad opera della polizia: sono gli autori dell’aggressione. Tutto è accaduto nella notte tra sabato e domenica davanti al Gilda, la discoteca di via Sallustio a Modena. Era tarda sera e il pubblico si stava divertendo. Improvvisamente i quattro clienti reggiani hanno iniziato a fare battute pesanti e a farsi notare. Un cameriere avrebbe detto qualcosa ma il gruppo lo ha seguito. I buttafuori hanno notato la scena e hanno invitato i quattro amici su di giri e sbronzi a venire fuori dal locale e ricomporsi.
«Siamo usciti con loro - racconta il primo buttafuori aggredito, un 35enne - poi è successa una cosa che certo non ci aspettavamo».
«Ho visto uno di quelli, un trentenne, aprire il baule dell’auto e tirare fuori una mazza di ferro, tipo un piede di porco - racconta il secondo ferito, un 32ebnne - poi si è avvicinato mentre gli altri erano agitati lo ha alzato su di me. Voleva manganellarmi. Per fortuna il mio collega se ne è accorto».
Già, perché altrimenti poteva scapparci il morto. Invece è finita con due mani steccate al pronto soccorso. «L’ho visto calare la spranga sul collega e ho messo la mano in mezzo per fermarlo. Mi ha dato una botta fortissima, Poi ha colpito la mano del collega». Davanti al giudice ieri mattina i quattro sono stati rimessi in libertà in attesa di nuovi accertamenti investigativi. Ad attenderli, fuori, non certo ben disposte, le mogli e le fidanzate che non hanno evitato di esternare la loro rabbia verso i congiunti.
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