Credito Reggiano, c’è una nuova perdita
Conti in attivo ma sofferenze per 34 milioni di euro. Il Cda (riconfermato) accantona fondi che azzerano l’utile operativo
SCANDIANO. Le banche reggiane lavorano ma soffrono. Devono coprirsi le spalle dai clienti che non restituiscono i soldi e per farlo devono accantonare fondi per evitare sorprese. Così ha fatto anche il Credito Cooperativo Reggiano (Ccr), che ha chiuso il bilancio 2015 con un nuovo rosso di 3,5 milioni di euro, che segue quello da 600mila euro segnato nel 2014. «Non si tratta di una perdita operativa - è la rassicurazione del presidente Claudio Maffei - abbiamo dovuto aumentare prudenzialmente gli accantonamenti che sono passati dai 5,6 milioni del 2011 ai 26,6 milioni di fine 2015. Senza questi accantonamenti avremmo avuto un utile di 2,5 milioni. E la prima trimestrale del 2016 è in utile». Il quadro è simile a quello del Banco Emiliano, bcc di maggior peso e che ha accumulato perdite per 26 milioni nell’ultimo biennio.
I conti della banca di credito cooperativo - 11 filiali e ha sede a Scandiano - conta sofferenze lorde per 34 milioni di euro, poco più del 10% degli impieghi lordi, con una copertura totale sui crediti non performing salita al 41,54% con un incremento di oltre 4,5 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Segno di un risanamento - non ancora terminato - partito nel 2013, quando ci fu l'azzeramento dei vertici per volere della Banca d'Italia la quale, nel 2014, aveva emesso una sanzione da 205mila euro e chiesto il rimpasto del consiglio di amministrazione. Proprio il cda, domenica scorsa, è stato riconfermato in toto dai soci del Ccr durante l’assemblea che ha approvato il bilancio 2015. All’unanimità sono stati rieletti come consiglieri Giuliano Anceschi, Enrico Cocchi, Tiberio Filippi, Massimiliano Fontani, Francesco Fontanili, Davide Frascari, Emanuele Guidetti e Carlo Maffei. Confermato inoltre Renzo Bartoli quale presidente del collegio sindacale. AAlberto Bertolani e Paolo Chiussu sono i sindaci effettivi.
I risultati della gestione, esposti dal direttore generale Pierluigi Ganapini, evidenziano una raccolta diretta pari a 383,1 milioni (-3,30%), una raccolta indiretta pari a 139 milioni (+22,81%) per una raccolta totale da clientela di 522 milioni (+2,51%), mentre gli impieghi lordi alla clientela si sono attestati ad euro 347 milioni (+1,8%). In aumento anche il capitale sociale pari a 30 milioni (+1,8%), accompagnato dalla crescita costante del numero dei soci, giunti a quota 7.576 a fine 2015 (+275). Il patrimonio netto a fine 2015 risulta pari a 37,6 milioni, mentre i coefficienti di vigilanza evidenziano un Cet1 pari a 12,89% e un Total Capital Ratio pari a 12,89%. «Abbiamo rafforzato la banca e continueremo a farlo - dice Maffei - segno che la solidità non deriva solo dalle dimensioni. Questa è la nostra sfida».
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