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Flash mob sotto il municipio di Reggio per celebrare l'Orlando Furioso

Flash mob sotto il municipio di Reggio per celebrare l'Orlando Furioso

Saltata per maltempo la nuova iniziativa a metà tra le festa e la protesta fissata da Reggio Città Aperta per giovedì in piazza Prampolini. I reggiani erano stati invitati a presentarsi con una copia dell'opera pubblicata 500 anni fa

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REGGIO EMILIA  Tutti in piazza, davanti al municipio di Reggio Emilia, con una copia dell'Orlando Furioso. Era questo il programma -  deciso da Reggio Città Aperta per proseguire la sua "protesta" contro l'amministrazione "che non ha, purtroppo, ritenuto di organizzare nulla per celebrare i 500 anni dell'opera più importante di Ludovico Ariosto, uno dei massimi poeti e commediografi di sempre" - di giovedì in piazza Prampolini. La pioggia, però, ha mandato all'aria tutto e il flash mob è stato rimandato a data da destinarsi.

Il sindaco: "Manca solo qualche permesso"

Un flash mob "furioso" che vuole diventare una festa per "noi cittadine e cittadini, a modo nostro", scrive Francesco Fantuzzi dell'associazione cittadina che si inserisce nel più ampio quadro di discussione portato avanti anche dalla Gazzetta di Reggio, che ha fatto partire anche una petizione online proprio in occasione del 500esimo anniversario dell'Orlando furioso per "salvare" la casa natìa di Ludovico Ariosto, il Mauriziano di Reggio Emilia, che non è ancora pronta per l'evento e giace deserta, con le sue opere d'arte visibili solo in parte.

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Tuttavia, mentre politica e istituzioni discutono sul Mauriziano, la città non sembra molto conoscere molto bene il suo illustre concittadino. O almeno questa è l'impressione che abbiamo avuto quando siamo andati a chiedere ai reggiani, in un normale giorno di mercato, se conoscessero o meno Ludovico Ariosto.

Nella città che diede i natali a uno dei maggiori poeti della letteratura mondiale, Ariosto è dimenticato. Non solo nelle strade e nelle piazze, ma anche dai suoi stessi discendenti reggiani. E non bastano statue, parchi, scuole e teatri a lui intitolati. Il padre di Orlando è solo una nota a pié di pagina in un noioso libro di scuola.

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Molti sono stati i semplici "no" ma qualcuno si è lanciato in coraggiosi tentativi a indovinare. E così un poeta si è trasformato di volta in volta in un uomo di scienza, una marca di cibo o una catena di supermercati. «Non era uno scienziato?» ci dice un ragazzo, mentre un signore risponde convinto «Si so cos' è, quello per i condimenti».

Ovvia poi la confusione con il centro commerciale Ariosto, che al letterato ruba il nome. Solo qualcuno, fortunatamente, ha indovinato l'esatta natura del nostro sommo concittadino del '500.

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