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I reggiani e il loro poeta «Ariosto? Ariosto chi?»

I reggiani e il loro poeta «Ariosto? Ariosto chi?»

REGGIO EMILIA. Ieri era giorno di mercato a Reggio Emilia. E noi abbiamo deciso di improvvisarci Istat e sondare la conoscenza della città e della sua cultura da parte di chi la abita tutti i giorni....

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REGGIO EMILIA. Ieri era giorno di mercato a Reggio Emilia. E noi abbiamo deciso di improvvisarci Istat e sondare la conoscenza della città e della sua cultura da parte di chi la abita tutti i giorni. Così abbiamo fatto ai reggiani una semplice domanda: «Sapete chi è Ariosto?» Ma, proprio quando tanto si discute della chiusura del Mauriziano al 500esimo della pubblicazione dell’Orlando furioso, la risposta che quasi sempre ci è stata data è paradossale: «No. Non so chi sia». Così, nella città che diede i natali a uno dei maggiori poeti della letteratura mondiale, Ariosto è dimenticato. Non solo nelle strade e nelle piazze, ma anche dai suoi stessi discendenti reggiani. E non bastano statue, parchi, scuole e teatri a lui intitolati. Il padre di Orlando è solo una nota a pié di pagina in un noioso libro di scuola. Molti sono stati i semplici “no” ma qualcuno si è lanciato in coraggiosi tentativi a indovinare. E così un poeta si è trasformato di volta in volta in un uomo di scienza, una marca di cibo o una catena di supermercati. «Non era uno scienziato?» ci dice un ragazzo, mentre un signore risponde convinto «Si so cos’è, quello per i condimenti». Ovvia poi la confusione con il centro commerciale Ariosto, che al letterato ruba il nome. Solo qualcuno, fortunatamente, ha indovinato l’esatta natura del nostro sommo concittadino del ’500. (l.g.)

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