Gazzetta di Reggio

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«L’ultimo immenso regalo di Rocco»

di Andrea Vaccari
«L’ultimo immenso regalo di Rocco»

Ha donato gli organi il 23enne travolto da un’auto durante la bufera che ha imperversato sulla città sabato scorso

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REGGIO EMILIA. Non sono ancora stati fissati i funerali di Rocco Reverberi, il 23enne morto lunedì sera in seguito alle gravi conseguenze riportate nell'incidente avvenuto sabato sera in via Regina Margherita, quando è stato investito da un'auto durante il nubifragio che stava colpendo la città. Probabilmente la data delle esequie sarà resa nota oggi, ma intanto questa sera amici e parenti potranno recitare un rosario in memoria del giovane nella chiesa di Santa Maria del Piano, frazione del comune di Lesignano (Parma) dove Rocco ha vissuto per oltre vent'anni con la famiglia alla quale era stato affidato da neonato. Così come, già a poche ore dal decesso, alcuni dei suoi organi donati hanno trovato le persone bisognose a cui essere destinati. La fibra giovane del ragazzo ha reso possibile un prelievo multiorgano che ora sta ridando speranza ad altre persone.

A dare il consenso per la donazione degli organi sono stati i familiari del giovane, sicuri di interpretare quello che era sempre stato il suo modo di intendere la vita.

«L'ennesima prova della sua generosità – commenta la famiglia Buti, nella quale il ragazzo è cresciuto – in quanto Rocco sapeva dare molto agli altri, anche quando non aveva molto da offrire. Non meritava una fine del genere, per noi è stato terribile ricevere la telefonata dei carabinieri di Langhirano, che ci hanno comunicato l'accaduto. Dopo un'ora dall'incidente eravamo già a Reggio, ma non c'era già più nulla da fare».

Rocco abitava a Reggio con la sua madre naturale, e lavorava da qualche tempo al centro commerciale "I Petali", all'interno del negozio della Vodafone. La sua adolescenza l'ha trascorsa nel parmense, dove ha frequentato il conservatorio "Arrigo Boito" alle scuole medie e prima il liceo poi l'Itis, senza concludere il ciclo di studi. Aveva fatto parte del gruppo scout "Parma 8" e aveva la passione per la musica, per le poesie e anche per i gatti.

«Era un ragazzo molto affettuoso – racconta la sorella Maria Diletta, che insieme ai suoi quattro fratelli ha accolto Rocco in famiglia – premuroso e sensibile, per noi è stato un dono molto importante». La sua vita si era divisa appunto tra Reggio (dove aveva anche una fidanzata) e Lesignano, dove aveva trascorso diversi anni. In terra parmense aveva instaurato diversi legami, ma in generale Rocco non faticava ad allacciare relazioni, grazie al suo carattere disponibile e generoso. Caratteristiche, queste, riconosciute da tantissimi giovani che dopo l'incidente sono andati a trovarlo in ospedale: una lunga e mesta processione al capezzale dell'amico, che ha lottato per un paio di giorni ma poi ha dovuto arrendersi alle conseguenze dell'incidente di cui è stato vittima. L'incidente è avvenuto sabato sera, dopo le 20.

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