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Per il Mauriziano una parte dei fondi destinati al Ducato

di Leonardo Grilli
Per il Mauriziano una parte dei fondi destinati al Ducato

La casa di Ariosto inserita nel progetto da 70 milioni di euro A dirlo il sindaco Vecchi: «Valorizzeremo l’arco e il parco»

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REGGIO EMILIA. Nuovi fondi pioveranno sul Mauriziano, la casa dove Ludovico Ariosto visse i primi dieci anni della sua vita. Dopo l’inchiesta della Gazzetta di Reggio, che aveva denunciato la chiusura della struttura proprio nel 500esimo anniversario della pubblicazione dell’Orlando Furioso, il lungo sonno di uno dei principali edifici storico-culturali della città sembra stia per finire.

Oltre agli 80mila euro messi a bilancio dal Comune e destinati alla definitiva messa in sicurezza del Mauriziano infatti, la “casa natìa” sarà inserita all’interno del progetto del Ducato estense. La più importante opera diinterventi in campo storico e culturale del nostro territorio. E che porterà settanta milioni di euro, stanziati dal ministero per il recupero dei beni del Ducato di Modena e Reggio, in parte danneggiati dall’ultimo terremoto.

La cifra ancora non è stata decisa, anche perché si sta attendendo l’arrivo definitivo dei soldi da parte dello Stato, ma a garantire questa manovra è lo stesso sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, che detiene anche la delega alla cultura: «Attualmente il Mauriziano è chiuso. E su questo c’è poco da dire è la verità. Ma proprio perché siamo un’amministrazione attenta alla valorizzazione culturale del nostro territorio abbiamo deciso di inserire la casa di Ariosto all’interno dei lavori che verranno eseguiti sul Ducato estense». Grazie a quei finanziamenti quindi verranno eseguite opere di manutenzione «sull’arco che si affaccia sulla via Emilia, che ha bisogno di essere risistemato, e sul parco che circonda la struttura. Proseguiremo inoltre con l’opera di apertura verso la cittadinanza come abbiamo già fatto. Penso ad esempio alle centinaia di scolaresche che abbiamo portato lì». Il ritardo però resta e nonostante i lavori siano stati progettati e finanziati ancora non sono partiti. Ma la responsabilità non sarebbe dell’amministrazione comunale: «In questo momento non possiamo far altro che aspettare - prosegue Vecchi - la palla sta alla Soprintendenza che deve valutare i progetti e darci l’ok per cominciare l’opera. Poi si tratterà principalmente di installare un impianto anti incendio, non ci vorrà molto tempo».

Insomma per adesso la situazione resta così com’è, e le porte della dimora che permise ad Ariosto di vivere la sua fanciullezza a Reggio Emilia restano chiuse. Ma qualche movimento all’orizzonte si vede e se la cifra destinata al palazzo sarà importante la città potrebbe avere indietro due monumenti storici in un sol colpo: la Reggia di Rivalta e il Mauriziano.

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