Gazzetta di Reggio

Reggio

Sciopero per 18mila dipendenti pubblici

di Roberto Fontanili
Sciopero per 18mila dipendenti pubblici

In programma il 24: in tanti a Reggio, tra sanità e pubblico impiego attendono il rinnovo del contratto

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REGGIO EMILIA. E' un maggio caldo quello sul versante sindacale con tre scioperi ravvicinati: domani è in calendario la manifestazione unitaria dei sindacati pensionati, il 20 anche questa volta in maniera unitaria, sarà la volta del mondo della scuola a scendere in piazza con un presidio davanti alla Prefettura e il 24 toccherà ai lavoratori del settore pubblico per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da sette anni. Lo sciopero regionale e le modalità di svolgimento della manifestazione regionale a Bologna (a cui parteciperanno circa 600 reggiani) per il rinnovo del contratto dei lavoratori della sanità, degli enti locali, della sanità privata e della cooperazione sociale - ma è all'orizzonte a breve una manifestazione nazionale se non si bloccherà la trattativa - riguardano circa 18mila lavoratori nella nostra provincia. Di questi 12mila sono addetti nella sanità pubblica e negli enti locali (il cui contratto è scaduto da sette anni) e 6mila quelli nella sanità privata (il contratto è scaduto da circa 9 anni) e della cooperazione sociale (dove l'ultimo rinnovo risale a 4 anni fa). Tutti lavoratori, hanno sottolineato ieri i rappresentanti dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil «che svolgono lavori essenziali e che si occupano di bambini, malati, anziani e disabili». Il timore dei sindacati è che anche l'annunciata disponibilità da parte del Governo a riaprire una stagione di rinnovi contrattuali sia in realtà poca cosa. «Secondo le dichiarazioni del Ministro Madia i fondi saranno destinati a ritoccare solo i salari più bassi. Una soluzione che non condividiamo. In questi anni i lavoratori del pubblico impiego hanno perso quasi 5 mila euro. Un settore in cui i lavoratori sono sempre meno, guadagnano sempre meno e sono sempre più vecchi», hanno rimarcato i sindacati. Sotto accusa sopratutto le due aziende sanitarie reggiane con Gennaro Ferrara della Cisl che ha sottolineato come «non si possa solo investire in muri e tecnologie costose lasciando indietro».

Per queste ragioni i sindacati hanno lanciato una campagna di raccolta firme per l'invio di una cartolina con la scritta "Contratto subito" al premier Renzi e al ministro Madia. Una campagna che ha raccolto l'adesione di numerosi sindaci e amministratori a partire Luca Vecchi e dal presidente della Provincia Giammaria Manghi, mentre i direttori generali di Ausl e Asmn hanno declinato l'invito.

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