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«Fatto grave ma i carabinieri non servivano»

«Fatto grave ma i carabinieri non servivano»

Arbitro minacciato a Quattro Castella, il presidente Fedi: «Gli sforzi delle società vanificati dai genitori»

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QUATTRO CASTELLA. Non nasconde la gravità di quanto accaduto martedì al campo di Salvarano ma per Sergio Fedi, presidente della Polisportiva Terre Matildiche, che organizza la Coppa dei Campioncini, l’arbitro che si è sentito minacciato dai genitori della Paradigna di Parma, avrebbe potuto evitare di chiamare i carabinieri. «Senza voler sminuire la gravità di certi comportamenti che, soprattutto in presenza di bambini di 13 anni in campo e altri anche più piccoli in tribuna, sono da condannare – scrive Fedi – vorremmo per correttezza che l’episodio rientrasse nella dimensione reale che ha avuto. Sono volate parole oltremodo pesanti e siamo convinti che l’arbitro abbia veramente avuto paura ma, se a fine partita si fosse affacciato dallo spogliatoio (prima di chiamare i carabinieri), avrebbe visto che noi dirigenti delle Terre Matildiche, che siamo sempre presenti in numero considerevole, proprio per evitare che possano nascere problemi di cui – nel corso dei 32 anni di storia della Coppa dei Campioncini – non abbiamo ricordo, stavamo tranquillamente parlando con allenatore e dirigenti del Paradigna, i quali si sono anche trattenuti successivamente con i loro ragazzi a mangiare nella nostra distesa.

Ribadiamo assolutamente il concetto che quanto è avvenuto è da censurare, che speriamo non si ripetano certi episodi e che i nostri sforzi e quelli delle altre società (come crediamo sia il Paradigna nell’educare i ragazzi) siano a volte vanificati proprio dai genitori i quali dovrebbero imparare che criticare un arbitro, anche quando questo sbaglia come è umano che accada, insegna a giustificare sempre la sconfitta e mai ad accettarla e utilizzarla per migliorarsi».

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