Morì dopo essere stato colpito da un pugno Al suo aggressore pena ridotta in appello
REGGIO EMILIA. Ha confermato la natura preterintenzionale dell’omicidio e ha ridotto la pena da 8 anni a 6 anni e 8 mesi. Così la Corte d’Appello ha sentenziato ieri per la fine di Marco Davoli, il...
REGGIO EMILIA. Ha confermato la natura preterintenzionale dell’omicidio e ha ridotto la pena da 8 anni a 6 anni e 8 mesi. Così la Corte d’Appello ha sentenziato ieri per la fine di Marco Davoli, il 53enne che morì il 13 settembre del 2013 dopo aver preso un pugno in faccia che lo fece finire violentemente a terra, sbattendo sull’asfalto. Condannato il 33enne Algenis Favia. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Vainer Burani, ha tentato di rimarcare come ci fosse stata provocazione da parte della vittima e che la reazione dell’imputato fosse dettata da legittima difesa. Ma la Corte infine ha confermato la sentenza di primo grado, con una riduzione dovuta a un diverso calcolo delle attenuanti generiche. In aula erano presenti anche le parti civili costituite: la compagna e la figlioletta, rappresentate dall’avvocato Giuseppe Pagliani, e il figlio maggiore di Davoli, rappresentato dall’avvocato Giovanni Tarquini. Hanno scelto di uscire dal processo la mamma della vittima e il fratello. «Per sfiducia dopo quella pena lieve» ha spiegato l’avvocato Tarquini. Attualmente, l’imputato è libero. Era stata la procura di Reggio, già nel processo di primo grado, a non chiedere misure. L’Appello ha confermato i risarcimenti ai familiari. Ora, si attende l’eventuale approdo in Cassazione. La tragedia avvenne vicino al Pausa Caffè, in via Emilia Ospizio. L’imputato fuggì e si rese irreperibile per qualche giorno, poi si consegnò alla polizia. (el.pe)
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