Gazzetta di Reggio

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"Quattro anni dopo" a Rolo, otto famiglie ancora sfollate

di Serena Arbizzi
"Quattro anni dopo" a Rolo, otto famiglie ancora sfollate

Il sindaco Fabrizio Allegretti: “Servono anche due milioni di euro per restaurare il teatro comunale”

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ROLO. Sono ancora vividi nella memoria dei cittadini di Rolo i momenti terribili del 2012 in cui le scosse di terremoto hanno dilaniato il nostro territorio. Da allora sono trascorsi quattro anni ma per molti rolesi è come se il sisma si fosse abbattuto ieri sul paese.

E le ferite mostrano ancora i loro segni. Alcune famiglie sono ancora fuori casa, nonostante esistano progetti di rientro in abitazione specifici per ogni caso. Sono otto le famiglie ancora “sfollate”, di cui sei hanno trovato una sistemazione autonoma e ricevono dalla Regione un contributo con cui pagare l’affitto. Queste sei famiglie contano 18 componenti.

Mentre due famiglie occupano moduli abitativi rurali: sono nuclei composti da una persona a testa. Gli edifici pubblici che dovranno essere ripristinati, ma i cui progetti non sono ancora partiti, sono: il teatro, la scuola primaria De Amicis di via Vittorio Veneto, il centro comunale di protezione civile in via Pertini, la palestra delle scuole medie.

«Mentre l’edilizia privata è sotto controllo per quanto riguarda l’abitazione principale – spiega il sindaco Fabrizio Allegretti – e contiamo che le famiglie sfollate possano rientrare al più presto, non si può affermare la stessa cosa per l’edilizia pubblica. I progetti sulle strutture di proprietà pubblica, infatti, sono sottoposte a un grande ritardo per diversi motivi: sia per le norme sul bilancia che per i tagli alla finanza pubblica.

Lo scorso anno, infatti, il patto di stabilità non consentiva di spendere le risorse a disposizione. Quest’anno, le nuove norme di bilancio in apparenza avrebbero potuto consentire di usare i fondi necessari alla ricostruzione: in realtà non è così e ci troviamo ancora una volta con le mani legate. Tutte le opere pubbliche – aggiunge – sono state finanziate.

O, meglio, tutte tranne una: il teatro. Servono ben 2 milioni per ripristinarlo e farlo ritornare allo splendore della fase precedente al terremoto. Attualmente, abbiamo circa la metà di questa somma, proveniente in parte dalle donazioni effettuate tramite sms e in parte da fondi statali. Entrando nel dettaglio delle altre opere pubbliche, stiamo rivedendo con la Regione il progetto della palestra di via Galilei.

In particolare, l’azienda aggiudicataria dei lavori sta ridiscutendo la costituzione del tetto. Sul fronte delle imprese – conclude il primo cittadino – sappiamo che fervono alcuni progetti importanti che saranno annunciati nelle prossime settimane».

 

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