Sicurezza, pronte 250 nuove telecamere
Assegnato dal Comune il bando da 150mila euro. In arrivo impianti di ultima generazione nelle zone più calde della città
REGGIO EMILIA. Duecentocinquanta nuove telecamere di ultima generazione in arrivo sulle strade e piazza reggiane, in sostituzione del vecchio impianto analogico di videosorveglianza. Con l’ipotesi di acquistare nuovi impianti per ampliare ulteriormente il servizio. È l’ultima mossa sul fronte della sicurezza messa in campo dal Comune, che lo scorso 8 marzo ha dato il via alla procedura negoziata per l’affidamento del servizio di sostituzione parziale e aggiornamento del sistema di videosorveglianza cittadino.
Tre i partecipanti al bando, con un capitolato di gara da 150mila euro spalmati su cinque anni, dal 2016 al 2021. Ad aggiudicarsi la gara è stata nei giorni scorsi l’Impresa Bridge 129 di via Gramsci con un importo di 148.050 euro più Iva, pari a un ribasso dell’1,30% sull’importo complessivo posto a base di gara e dell’1% sulla tabella del disciplinare tecnico. Attualmente sono 378 le telecamere presenti in città, con lo scopo di monitorare soprattutto le zone più critiche.
Zone a rischio. Ottanta le telecamere presenti fra piazza Martiri del 7 Luglio, parco del Popolo e piazza della Vittoria, luoghi storici del bivacco molesto. Settantasette, invece, quelle collocate in zona stazione, teatro nel settembre scorso della maxi-rissa fra bande di nigeriani, cui si aggiungono anche le 47 telecamere dislocate tra via Paradisi, via Sani e via Turri. Fra i luoghi del centro storico maggiormente sotto osservazione, anche via Roma, via Secchi, via Filippo Re e piazza Duca Degli Abruzzi, dove ci sono attualmente 48 telecamere. Altre telecamere sono presenti nei dintorni di piazza Prampolini (22 impianti), sui ponti di Calatrava (22 impianti) all’ex Gasometro (16) e lungo le due direttrici della via Emilia.
Arriva il Full Hd. Ed è proprio in queste zone che potrebbero essere sostituiti i vecchi impianti analogici con le nuove 250 telecamere di ultima generazione, che dotate di alta risoluzione potranno consentire di individuare con maggior nitidezza gli eventuali autori di reati. Una sostituzione che avverrà non prima di un confronto del Comune con Questura, Comando dei carabinieri e altre forze dell’ordine, dai quali l’amministrazione otterrà indicazioni sui punti esatti verso i quali indirizzare gli obiettivi dell’occhio elettronico, dopo una sperimentazione avviata già nel dicembre scorso. Nel capitolato di gara, infatti, sono contemplate nuove telecamere sia fisse sia orientabili. E il vincitore del bando dovrà anche installare almeno tre telecamere multimegapixel, con una risoluzione non inferiore ai 12 megapixel e fino a 30 immagini al secondo, con una memoria interna di un Terabyte e una tecnologia in grado di memorizzare e salvatare i filmati ultraHD per poi spedirli in uno dei centri di archiviazione in formato Full HD. Nell’aggiornamento dell’intero sistema, inoltre, è prevista anche la sostituzione dei server: ogni server dovrà avere una capacità di archiviazione per 64 telecamere e uno spazio di archiviazione pari a 20 Terabyte.
Gli schermi touch. Per seguire in tempo reale le immagini, inoltre, saranno riequipaggiate anche le tre sale di controllo, collocate rispettivamente in Questura, in corso Cairoli – sede del comando provinciale dei Carabinieri – e in via Brigata Reggio, nei locali della polizia Municipale. In ogni sala di controllo saranno collocati due monitor touch-screen 27 pollici, due monitor 42 pollici e un Pc.
Nuovi occhi. Quanto all’ipotesi di installare anche impianti aggiuntivi, è una delle voci esplicitamente contenute nel bando, dal momento che fra i costi di manutenzione a carico dell’affidatario si prevede la possibilità di ampliare il numero di telecamere o dei punti di interconnessione durante l’intera durata del contratto, nel caso in cui il Comune ne faccia richiesta e senza spese aggiuntive per l’amministrazione. «Con questo progetto investiamo in sicurezza urbana e prevenzione – commenta il sindaco, Luca Vecchi – Questo investimento è un segno tangibile dell’impegno preso con la cittadinanza sul fronte della sicurezza. Anche questa volta alle parole sono seguiti i fatti. Questo progetto ci mette in linea con le migliori città italiane ed europee e ci “copre” rispetto ai prossimi dieci anni sul fronte tecnologico - hardware e software».
Potenziare la rete. Ma, di fronte ad un sistema di videosorveglianza di ultima generazione, come trasferire “tecnicamente” immagini ad alta risoluzione? Su questo versante, dal Comune hanno intenzione di “appoggiarsi” ad Iren, chiedendo un aumento delle rete. Attualmente le telecamere sono collegate tra loro grazie ad una fibra ottica in grado di fornire una banda di 50 Mbps, considerata sufficiente per la trasmissione dati del sistema. La banda disponibile con il collegamento in fibra ottica verrà quindi ampliata in modo da permettere il trasferimento maggiorato dei dati dovuto all’aggiornamento tecnologico. Su questo versante, il Comune si impegna a richiedere l’intervento di Iren, società fornitrice del servizio di connettività dell’impianto. Nella postazione di piazza Scapinelli, ad esempio, dovrà essere garantita una banda minima di due Gigabits.
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