Gazzetta di Reggio

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Unieco, 150 lavoratori sono in esubero

di Enrico Lorenzo Tidona
Unieco, 150 lavoratori sono in esubero

La cassa integrazione di un anno riguarderà tutti i dipendenti ma fra un anno torneranno al lavoro solo in 240

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REGGIO EMILIA. La crisi non ha termine per la cooperazione reggiana legata all’edilizia. Il piano di risanamento del gruppo Unieco sta proseguendo a tappe forzate verso il nuovo piano industriale, che dovrebbe essere presentato all’inizio della prossima estate. Intanto la cooperativa di costruzioni di via Meuccio Ruini ha confermato ai dipendenti il doloroso piano di riduzione dell’organico, punto centrale della svolta verso il risanamento. Non una sfoltita bensì un taglio netto di 150 lavoratori su 390 dipendenti totali. Per ridurre l’impatto è stata avviata la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, seguita a quattro anni segnati dai contratti di solidarietà. La novità, però, è che la solidarietà aveva permesso di spalmare su tutti i 390 dipendenti la riduzione dell’orario pari alle 150 unità in esubero. In questi giorni, con l’attivazione della cassa integrazione, ci sono 150 addetti che sono a casa a zero ore. Per loro si apre quindi il periodo più duro, quello che li “costringe” al riposo forzato e che li porterà presumibilmente verso la mobilità e quindi il licenziamento. Un percorso ribadito durante le assemblee di settore che vengono tenute ogni due mesi dalla dirigenza passata a fine anno alla neo presidente Cinzia Viani, nominata al posto dello storico dominus Mauro Casoli, andato in pensione.

Oltre a Casoli è uscito dall’azienda anche il direttore generale Antonio Barile, messo in cattedra dall’ex presidente ma che ha lasciato a fine marzo. Il dg doveva firmare il nuovo piano industriale, quello più atteso degli ultimi anni, che sarà invece presentato - in continuità, tengono a precisare da Unieco - dal nuovo dg, Alberto Franzone, manager di lungo corso atteso alla prova dei soci nella prossima assemblea. La volontà dei soci lavoratori e dei prestatori è quella di sostenere il nuovo corso dopo l’ennesima incredibile perdita messa a segno nel 2015, pari a 87 milioni di euro. I conti, ora, sono stati pienamente ripuliti da sovralutazioni degli asset e del patrimonio, che è sceso dai 144 milioni di euro del 2013 ai 56 milioni del 2014.

Unieco vuole marcare la distanza rispetto alla consorella Coopsette, finita in liquidazione coatta amministrativa, con distruzione di un patrimonio plurimilionario e la perdita di uno dei punti di riferimento da parte dell’economia non solo reggiana.

Il piano esuberi è stato leggermente alzato nei numeri ma senza scossoni. «Era tutto previsto» fanno sapere da via Ruini, dove gli esuberi sono stati spalmati in maniera omogenea in tutti i settori - dagli impiegati agli operai - e in tutte le province.

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