Cinque locali svaligiati in sei giorni
Dopo l’ultimo colpo arrestato un 39enne, aveva portato via prosciutto e birra sfondando la vetrata col tombino
REGGIO EMILIA. Pizzerie nel mirino dei ladri, da un capo all’altro della città. Cinque i colpi messi a segno nel giro di una settimana. Ma l’ultimo assalto ha fatto registrare l’arresto del responsabile. Ora la polizia indaga per cercare di capire se si debbano imputare sempre a lui gli altri furti.
Erano circa le 3, nella notte tra mercoledì e ieri, quando da via Cecati una residente ha chiamato il 113 dopo essere stata svegliata da forti rumori che le hanno fatto capire subito che stava succedendo qualcosa di grave. Il suo gesto di responsabilità è stato molto importante, perchè ha consentito alla polizia di essere tempestiva. Quando le Volanti sono arrivate sul posto hanno sorpreso, infatti, un uomo carico di refurtiva uscire dalla pizzeria “Da Pippo”, dove la vetrata era stata sfondata con un tombino.
«Aveva preso un prosciutto, provola, formaggio, panini, una birra - racconta il titolare del locale, Carmine Riccio - Se voleva una pizza, gliela regalavo...». E poi aggiunge: «Da settembre a oggi è già la quinta volta che subiamo questi assalti - si sfoga - Stavolta lo hanno preso, la polizia è arrivata subito. Ma il danno alla vetrata vale almeno 300 euro». Al pizzaiolo è stata restituita la refurtiva.
A finire in manette è stato Lorenzo Truzzi, 39enne residente in un campo nomadi cittadino. Che non si è arreso molto facilmente ai poliziotti, tanto che gli viene contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale.
Ma nel pomeriggio di mercoledì altre due pizzerie cittadine avevano chiesto aiuto alla polizia, poichè vittime di furto. Si tratta del “Fortino di don Peppe” di via Amendola, dove i ladri hanno portato via il registratore di cassa con dentro circa 3mila euro e generi alimentari e della pizzeria “I love pizza” di via Giordano Bruno dove i ladri hanno preso un computer, un iphone e poco altro.
Alla lista di pizzerie prese di mira bisogna aggiungere quelle visitate il 12 e 13 maggio scorso: si tratta del locale “Melas” di via Gandhi e di “La voglia Matta” di via Dei Gonganza.
Per tutti i locali elencati, la dinamica del furto è molto simile: i ladri hanno utilizzato un tombino per spaccare la vetrata o, in altri casi, si sono limitati a forzare la porta d’ingresso. Una volta dentro, i malviventi hanno preso di mira la cassa a caccia di soldi, ma anche di generi alimentari.
Resta da chiarire se esista un collegamento tra i diversi colpi, o se siano da imputare a a mani diverse. Al vaglio degli investigatori ci saranno anche eventuali immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza installati in molti dei locali visitati dai ladri.
Da capire anche a chi fosse destinata la refurtiva. Ma guardando ai singoli colpi, dove spesso i ladri prendono anche poche vivande, viene da pensare che chi assale lo faccia per tenere per sé in prevalenza quanto saccheggiato.
Nei ristoratori della città intanto cresce l’insofferenza per questi furti che soprattutto provocano molti disagi per i danni causati a vetrate e serrature. Una spesa non da poco, per il tipo di vetro che viene danneggiato - antisfondamento - che costa diverse centinaia di euro. (el.pe)
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