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Fusione, incontro con Morando

Gattatico, il viceministro dell’economia e l’assessore regionale a Casa Cervi

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GATTATICO. Sarà il viceministro dell’Economia Enrico Morando a illustrare – nell’assemblea pubblica che si terrà a Casa Cervi domani, sabato 21 maggio (dalle 9 alle 13) – le prospettive e le opportunità di sviluppo che si profilano dalla fusione dei Comuni di Campegine, Gattatico e Sant'Ilario.

Con il viceministro ci saranno Emma Petitti, assessore regionale al Bilancio e Riordino istituzionale, Giammaria Manghi presidente della Provincia, Fabio Federici assessore alle attività produttive del comune di Valsamoggia, Alessandro Ceschi direttore del Consorzio Comuni trentini e Gianni Maiola, sindaco di Gattatico.

L’incontro di domani si inserisce in un percorso di informazione promosso dai Comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine che in autunno chiameranno i cittadini a esprimersi sul quesito referendario della fusione in un Comune unico.

Un’opportunità sostenuta dallo Stato e dalla Regione Emilia Romagna, che in caso di vittoria dei Sì metteranno a disposizione risorse pari a 19 milioni e 500mila euro distribuiti in un arco di 15 anni. Ai comuni nati da fusione la Regione riconoscerà inoltre, per i primi 10 anni, priorità assoluta nei programmi e nei provvedimenti che prevedano contributi a favore degli enti locali.

«Abbiamo messo in campo una nuova prospettiva – ha spiegato Emma Petitti commentando la legge regionale di riordino istituzionale – per passare dal policentrismo alle Aree vaste interprovinciali, i cui ambiti territoriali dovranno essere definiti dai territori. Razionalizzare, semplificare, aggregare sono i cardini del percorso di riordino istituzionale».

Sabato si potrà ragionare anche di area vasta insieme al presidente Manghi proprio alla luce dei processi di fusione in atto nel territorio.

Parere favorevole alla fusione anche da Giorgio Francia, presidente Cna Area Val d’Enza: «Cna è fermamente convinta che l’accorpamento sia un’opportunità. Noi siamo disposti a dare il nostro contributo – continua Francia – per costruire un percorso che coinvolga cittadini e imprese. Bisogna ragionare in modo da rispondere alle esigenze che i comuni più piccoli non riescono a soddisfare, con particolare riferimento ai servizi alle imprese (per quanto riguarda innovazione, banda larga, infrastrutture, partecipazione a bandi europei) e alle competenze, sempre più specializzate».

«Insomma – conclude Francia – fusioni sì, senza però penalizzare le piccole identità».

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