Gazzetta di Reggio

Reggio

Rapine stile Arancia Meccanica, sgominata banda cinese

Rapine stile Arancia Meccanica, sgominata banda cinese

Indagine dei carabinieri di San Polo dopo il colpo in un bar. Le vittime erano sempre cinesi. Inaudita la violenza durante gli assalti: i banditi poi si vantavano in patria delle imprese inviando gli articoli di giornale

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO D'ENZA (REGGIO EMILIA). Prendevano di mira connazionali: cinesi della regione dello Zhejiang, esattamente come loro. A ogni assalto, in case o locali, era uno scoppio di violenza inaudita: le vittime venivano legate, imbavagliate, picchiate, minacciate con armi. Scene che andavano avanti anche diverse ore, sino a che riuscivano a mettere le mani sul bottino.

I carabinieri di San Polo d'Enza, guidati dal maresciallo Giovanni Tondo, hanno sgominato una banda di quattro cittadini cinesi, che avevano base operativa a Prato, ma si muovevano nelle loro scorribande di violenza oltre la Toscana. 

E' stata denominata non a caso "Operazione Arancia Meccanica" l'indagine dei carabinieri sanpolesi, partita nel settembre del 2015 quando venne assaltato il bar Luna Sole di San Polo. In quell'occasione il titolare del locale, un cinese, venne aggredito mentre in fase di chiusura stava pulendo il bar. In quattro incappucciati lo malmenarono e imbavagliarono, fino a quando non riuscirono a ottenere da lui l'incasso della sala giochi, che ammontava a circa 50mila euro.

Le indagini dei carabinieri partirono da subito e non senza difficoltà. I rapinatori portarono via quanto registrato dal sistema di video sorveglianza. "Un errore però  lo hanno fatto: hanno lasciato le bottiglie dalle quali avevano bevuto" spiega il maresciallo Tondo. E' così che i carabinieri sono riusciti a isolare il Dna dei compomenti della banda.

Il resto del lavoro è stato fatto sulle celle telefoniche e sulla lista sterminata di numeri "agganciati" nella zona in cui avvenne la rapina. I carabinieri hanno scoperto che c'erano utenze intenstate a cinesi residenti a Prato, ma inesistenti. Il resto lo hanno fatto intuito e minuziosità nello scartabellare numeri, date, targhe e la collaborazione del Racis di Roma e del Ris di Parma.

L'arresto di quattro persone per una rapina, simile per modalità, a Rapallo ad aiutare ad arrivare alla svolta. Il confronto del Dna è risultato coincidente.

Così, ai quattro già in carcere è stata notificata l'ordinanza di custodia firmata dal gip Giovanni Ghini su richiesta del sostituto procuratore Isabella Chiesi, che ha coordinato le indagini. Gli arresatti sono: Jianhui Sha, Zhipeng Chen, Zhipeng Zou, Zecheng Wang. Tutti disoccupati e in regola con il permesso di soggiorno. A loro vengono contestate le rapine in abitazione avvenute a Prato (il 18 ottobre 2012 e 21 maggio 2013), Campi Binsenzio (Firenze) del 23 settembre 2013, Calcinaia (Pisa) del 3 ottobre 2014, Montelupo Fiorentino (Firenze) del 25 gennaio del 2015 e infine quella di San Polo.

Nel corso delle indagini è emerso che i quattro si vantavano con i familiari in patria delle imprese criminali portate a termine, inviando loro gli articoli dei giornali che uscivano all'indomani dei loro assalti. Il sospetto è che ci siano altri colpi che, però, non siano stati denunciati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google