Conto alla rovescia sui capannoni
La posa della prima pietra è prevista a settembre. Ecco le trattative in corso
REGGIO EMILIA. Il progetto di recupero delle ex Reggiane sta diventando sempre più realtà tanto che a settembre si prevede avverrà la posa della prima pietra per quanto riguarda i due capannoni oggetti di riqualificazione da parte della società di trasformazione urbana composta per il 70% dal Comune e il rimanente 30% da Iren Rinnovabili. Complessivamente, in questi due capannoni, si insedieranno una trentina di imprese, alcune delle quali hanno già firmato una sorta di diritto di opzione per gli spazi disponibili. È già previsto, inoltre, l’insediamento di tre multinazionali. E nei prossimi mesi si conta di effettuare una performance che potrebbe durare più giorni con nomi importanti.
«Per il capannone 18, il primo ad essere riqualificato, stiamo firmando i contratti preliminari – spiega Luca Torri, amministratore delegato di Stu – cinque aziende hanno già preso spazi ampi: Ask industries , Bema Elettrica 80 di Viano, Redox di Reggio, Iren rinnovabili, Reggio Emilia Innovazione, Its maker. Nel capannone 17, invece, una serie di altri soggetti con i quali stiamo trattando, di cui tre multinazionali con le quali vige una clausola di riservatezza. In tutto, per quanto riguarda le ex Reggiane, una quindicina di imprese ha firmato la manifestazione di interesse consolidata che consiste in una specie di diritto di opzione. Inoltre, stiamo realizzando un centro di ricerca sui droni in merito al quale abbiamo ricevuto l’interesse di alcune aziende e di un consorzio di ricerca attive al di fuori del nostro territorio».
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