Prima il prestito poi interessi del 240%
La squadra mobile arresta un 61enne che per un anno e mezzo ha “strozzato” un commerciante in difficoltà economiche
REGGIO EMILIA. I tassi usurai arrivavano sino al 240%. Un incubo senza uscita, fatto di rate mensili da 800 euro e soltanto per riuscire a pagare gli interessi.
È la vita dell’ultimo anno e mezzo di un commerciante reggiano - che si occupa di prodotti alimentari con la società di cui è socio - e che, alla fine, stremato e disperato da tante pressione ha trovato la forza di denunciare.
A essere colpito da ordinanza di custodia firmata dal giudice Giovanni Ghini, come richiesto del sostituto procuratore Piera Giannusa titolare dell’indagine, è stato Gennaro Musella, un 61enne di origine campana residente in città. Ufficialmente disoccupato. Ora è ai domiciliari.
A condurre le indagini sono stati gli uomini della Squadra mobile, guidati dal dirigente Guglielmo Battisti. La vittima si era recata in questura per un’altra denuncia. Ma una volta negli uffici di via Dante aveva trovato il coraggio di raccontare tutto. E di chiedere aiuto.
Ma secondo gli investigatori, di soldi intanto tra vittima e carnefice ne erano girati tanti. Tutti in contanti. Scambi di quelli che non lasciano traccia. E che è difficile documentare. Un riscontro, però, c’è stato ed è finito nell’ordinanza di arresto e fa riferimento a un prestito di circa 8mila euro. Per restituire quella somma, il tasso di interesse era di quelli spropositati, impossibili da onorare specie per qualcuno che è già in difficoltà economiche. Secondo le carte, dal maggio del 2015 al maggio del 2016 le rate pagate solo di interesse ammontavano a circa 800 euro. In alcuni periodi, sono stati più bassi, con quote da 400 euro. Somme che però non sempre la vittima è riuscita a onorare.
Tra le parti ci sarebbero stati anche momenti di tensione. Richieste continue, pressioni, per spingere la vittima a pagare. Fino a quando sarebbero state anche usate le mani. Per questo, tra le accuse rivolte al 61enne c’è anche quella di tentata estorsione: sotto accusa un episodio, in cui la vittima sarebbe anche stata presa per il collo.
Nell’inchiesta, si parla anche di altre due persone indagate in concorso nell’usura. Si tratta di due uomini, uno di origine campana come l’arrestato e un reggiano. Il loro ruolo, però, sarebbe stato marginale nella vicenda che vedrebbe in primo piano la figura di Musella.
Ora, l’uomo si trova agli arreseti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Presto verrà sentito in un interrogatorio di garanzia, alla presenza del suo avvocato.
Le indagini invece non sono finite.
Gli investigatori vogliono capire se ci siano stati altri prestiti, tra le parti, o se ci siano stati altri episodi, che abbiano coinvolto anche altre persone. Per questo, le indagini vanno avanti.
Ma quando si parla di usura, spesso, ci si scontra contro un muro alto, fatto di silenzi e vergogna. Dove le vittime faticano a trovare il coraggio di chiedere aiuto alle forze dell’ordine.
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