Un’App per distinguere i cani randagi dai lupi
Ligonchio: un sistema per monitorare la presenza di animali rinselvatichiti ed evitare i pericoli sanitari dell’ibridazione attualmente in corso sull’Appennino
LIGONCHIO. Stanno tornando a far discutere gli attacchi del lupo: mentre qualche anno fa a creare apprensione erano gli attacchi agli ovini nella zona vicina al crinale, dove oggi quegli episodi sono molto calati grazie alla collaborazione tra il Parco nazionale e gli allevatori (aiutati con l’installazione di recinti anti lupo o tramite sostegno a dotarsi di cani da guardia che non temono il lupo come i Maremmani) ora a sollevare grandi timori sono gli attacchi a cani domestici, spesso in aree cortilive, in un triangolo tra il vettese, il carpinetano, ed altre zone collinari, dove il lupo si è spostato anche per l’abbondanza di prede (la percezione è che ci siano più caprioli in questa zona che in alto).
Per mitigare il contrasto tra le attività e la presenza umana e il lupo da alcuni anni il Parco ha attivato il Wolf Appennine Center, che porta avanti i progetti europei dedicati a questo super-predatore. Ma anche in questi ultimi casi segnalati di attacchi a cani, sarebbe molto importante per il Wac sapere se si tratta di lupi o di cani randagi inselvatichiti: ecco che il Wac anche per questo motivo, nell'ambito del progetto europeo Life Mirco - lupo (www.lifemircolupo.it) ha approntato una nuova applicazione per dispositivi mobili disponibile da poche ore, che si chiama “Mappa il randagio”.
«Attraverso l’App “Mappa il Randagio” – spiega il Wolf Appennine Center – sarà possibile scattare la foto di un cane randagio o vagante e aiutarlo ad essere recuperato e ricondotto al proprietario, oppure ad essere portato al sicuro. Sarà possibile salvare la foto, nominarla, pubblicarla e condividerla sui social. “Mappa il Randagio” fornirà, in tempo reale, i dati geo-referenziati dell’avvistamento».
“Mappa il randagio” è scaricabile sia per i sistemi Apple che per i sistemi Android. Riuscire a limitare il randagismo ma soprattutto le possibili ibridazioni tra lupi e cani è l’obiettivo primario del progetto Mirco – Lupo: «I cani vaganti e randagi alimentano tre gravi minacce – spiega una nota del Wac – la perdita dell’identità genetica del lupo dovuta all’ibridazione con i cani vaganti; la mortalità dovuta ad attività illegali di bracconaggio o uso del veleno, anche non direttamente rivolte al lupo; la trasmissione di patogeni provenienti dalla presenza sul territorio di cani vaganti non vaccinati. I principali obiettivi del progetto sono: neutralizzare il potenziale riproduttivo di ibridi lupo-cane e cani vaganti presenti nei due parchi; potenziare il sistema di controllo delle attività illegali; ridurre il rischio sanitario per la trasmissione dei patogeni dal cane al lupo; aumentare la consapevolezza dei rischi posti dal randagismo canino; creare una banca dati nazionale sul fenomeno dell’ibridazione». Per ulteriori informazioni c’è sito www.lifemircolupo.it. (l.t.)
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