Gazzetta di Reggio

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Boschi fra referendum e parità di genere

di Leonardo Grilli
Boschi fra referendum e parità di genere

Il ministro ospite nel 70° del voto alle donne poi ai banchetti del Pd. La protesta: «Ne ha approfittato per sostenere il sì»

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REGGIO EMILIA. Sono due mondi che non si toccano quelli dei sostenitori del “sì” e del “no” al referendum costituzionale del prossimo ottobre. Letteralmente. Nessun contatto c’è stato infatti fra il ministro per le Riforme costituzionali e le Pari opportunità, in visita ieri a Reggio Emilia, e i suoi oppositori. Maria Elena Boschi era ieri in Sala Tricolore per partecipare al convegno di respiro nazionale dal titolo “La Repubblica delle italiane” in occasione del 70esimo anniversario della conquista del diritto al voto per le donne.

Fin qui nulla di strano ma la polemica è nata per un secondo evento a cui il ministro ha partecipato nella mattinata: il via alla campagna nazionale del “sì” al voto popolare di ottobre, aperta proprio con la firma e il discorso della Boschi a un banchetto davanti al Municipio. La concomitanza di queste due occasioni aveva generato le proteste di sei donne aderenti al comitato per il “no”, fra cui tre iscritte all’associazione partigiana Anpi. «La ministra - avevano scritto sottolineando la scorrettezza istituzionale di utilizzare la celebrazione per sostenere una posizione politica - non rappresenta le donne e non ci rappresenta». Nonostante le accuse però, le due fazioni non si sono scontrate. La Boschi è arrivata in tarda mattinata, ha firmato al banchetto di piazza Prampolini, ha parlato ai presenti e dopo la foto di rito è entrata senza problemi in Comune. Subito dopo le forze dell’ordine hanno permesso ai manifestanti, di stanza a piazza del Monte, di spostarsi sotto la statua del Crostolo dove per alcuni minuti hanno protestato con dei fischietti. «Per fortuna sono molti di più quelli in questa piazza che sostengono questa riforma - ha replicato a distanza il ministro - e raccolgono le firme accanto al Partito democratico e al Governo». Seccata invece l’accusa di Mauro Bortolani del Comitato del “no” per il mancato confronto diretto fra le parti: «Il Pd reggiano - ha poi scritto - ha di fatto requisito la piazza impedendo, con la forza pubblica, a tanti reggiani pacifici di esprimere il loro parere contrario a questa iniziativa che dissacra la Costituzione». Al convegno, in una Sala Tricolore piena di donne, hanno partecipato Luca Vecchi, Natalia Maramotti, il presidente dell'Istituto Cervi Albertina Soliani e Fiorella Ferrarini dell'Anpi Reggio Emilia. Accorato poi l’intervento di Livia Turco, che ha ricordato con commozione la figura di Nilde Iotti, prima donna a diventare presidente della Camera e madre costituente della Costituzuzione. Ma a emozionare e catturare l’attenzione dei presenti è stata più di tutto l'attrice Monica Morini, che accompagnata al pianoforte da Claudia Catellani del Teatro dell'Orsa, si è esibita in una performance dal titolo “Voto alle donne. Da Nilde Iotti a Aung San Suu Kyi” recitando i racconti delle donne che hanno fatto la storia democratica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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