Il film Novecento compie 40 anni
Guastalla: l’opera di Bertolucci venne presentata al festival di Cannes. Mandateci i vostri ricordi
GUASTALLA. Quarant’anni fa, il 21 maggio 1976, venne presentato al Festival di Cannes, fuori concorso, il film “Novecento” parte prima, del regista parmense Bernardo Bertolucci, che era stato girato l’anno prima nella Bassa, tra Busseto, Mantova, Poggio Rusco, Rivarolo del Re (Cremona) e soprattutto Guastalla che, in molte scene del film, appare come non la vediamo ormai da molto tempo, sia a causa dei lavori effettuati in tutti quasti anni, ma anche perchè il centro (piazza Mazzini in particolare) da quattro anni è “nascosto” dietro le impalcature dei cantieri per i restauri del dopo-terremoto.
Rivedere oggi quelle scene del film, quindi, è come percorrere un viaggio a ritroso nel tempo con il centro città che appare molto più “rurale” di oggi e con le facciate del palazzo Ducale o del municipio, della stazione ferroviaria o di corso Garibaldi ancora invase dall’umidità e “sgarrupate” con l’intonaco cadente.
Una vera testimonianza cinematografica che, anche oggi, nel grande film storico di Bertolucci non smette di stupirci, sia per quanto riguarda la fotografia di Vittorio Storaro che per le musiche di Ennio Morricone. Un film che venne accolto con un po’ di freddezza dai critici, addirittura sequestrato all’epoca per alcune scene erotiche e per una bestemmia proferita da un contadino della Lega comunista, ma anche per la sua lunghezza tanto che venne presentato in due “atti”. Ma, nonostante questo, e nonostante le critiche sulla interpretazione “comunista” della storia del ’900 e della nascita del partito fascista data da Bertolucci, il film resta una pietra miliare per quanto riguarda la cinematografia italiana a soggetto sociale e politico, nel solco di altri capolavori girati nel dopoguerra.
E nella Bassa reggiana, dove molti abitanti erano stati ingaggiati come comparse, anziani, donne e bambini, ricordano ancora quelle dure giornate dell’autunno 2015 quando vennero girate alcune scene “chiave” del film come il funerale degli antifascisti in piazza Mazzini, con una giovane Stefania Sandrelli commovente accanto a Olmo (Gerard Depardieu) accompagnati da tanti vecchi (e nel corteo si riconoscono anche noti personaggi guastallesi, oggi scomparsi, scelti da Bertolucci proprio per la loro “mimica facciale”) alla partenza dei bambini per la colonia con il treno a vapore (per molti bambini di allora, oggi adulti, fu una esperienza indimenticabile).
«Ricordo l’atmosfera frizzante di quei giorni in paese, ma anche che ci pagavano: non ricordo bene, ma qualcosa come 40-50mila lire. Per quei tempi erano tanti soldi» – racconta Fiorello Tagliavini, responsabile della settore Cultura, ai tempi studente universitario che partecipò come comparsa al film. Il “segno” lasciato da Bertolucci fu anche ricordato nel 2005 con una grande mostra fotografica ma tanti guastallesi conservano ancora foto e ricordi di quei giorni. Per questo la Gazzetta propone diinviare le vostre foto e/o i vostri ricordi a lettere.re@gazzettadireggio.it
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