Inchiesta sulle firme Chiesto il processo per la leghista Silva
Brescello: sotto accusa la raccolta per la lista al voto 2014 L’avvocato: «Tutto da lettera anonima, in mano alla Dda»
BRESCELLO. Il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex consigliera comunale della Lega Nord, Catia Silva.
L’indagine è quella relativa alle firme raccolte per la lista in corsa alle elezioni amministrative del 2014. Tutto era partito da una lettera anonima, indirizzata alle autorità reggiane, che metteva in dubbio la regolarità della raccolta. La contestazione della procura non riguarda la veridicità delle firme, bensì la presunta mancanza di un certificatore al momento dell’apposizione delle sigle sui fogli, come previsto dalla norma.
All’attenzione della procura erano finite 15 delle 65 firme raccolte tra i militanti e i sostenitori della Lega, confluiti poi nella lista civica. Indagate risultano essere, oltre a Catia Silva, anche altre quattro persone: l’autenticatore e cittadini in lista e parenti.
Si era saputo dell’indagine nel settembre del 2015.
Un mese fa, agli indagati era arrivato l’avviso di conclusione indagini. L’avvocato difensore di Catia Silva, Gianluca Vinci – segretario della Lega Nord Padania – aveva chiesto che la Silva venisse interrogata.
Così è stato: un lungo interrogatorio davanti agli investigatori della Digos, in cui la militante del Carroccio aveva lungamente spiegato il clima di quei giorni di campagna elettorale in una Brescello che, qualche mese dopo, avrebbe iniziato a confrontarsi con i sequestri dei beni ai Grande Aracri, l’inchiesta Aemilia, le polemiche sul sindaco Coffrini e l’indagine prefettizia che ha portato allo scioglimento per mafia, poche settimane fa, del Comune. Temi che vedono da tempo la Silva in prima linea nella denuncia delle infiltrazioni ’ndranghetiste nel territorio reggiano. «Per questo, abbiamo mandato tutto il materiale, compresa la lettera anonima, alla Dda di Bologna, affinchè si indaghi su chi l’ha scritta. Tutte le firme sono vere e raccolte in modo regolare. Al processo spiegheremo tutto», dichiara il legale.
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