Gazzetta di Reggio

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«Lavorava per il Gruppo Ama e amava andare in bicicletta»

di Serena Arbizzi
«Lavorava per il Gruppo Ama e amava andare in bicicletta»

La disperazione della sorella di Massimo Aguzzi, il 44enne di San Martino in Rio morto in bici sabato mattina travolto da un Tir

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SAN MARTINO IN RIO. La telefonata che i familiari di Massimo Aguzzi hanno ricevuto ieri dopo il terribile incidente stradale in cui il 44enne ha perso la vita è stata di quelle che non si vorrebbero mai ricevere. I parenti più stretti dell’uomo, che abitava in via Casone a Gazzata e lavorava come operaio al Gruppo Ama, vivono a Quara di Toano e, a causa della distanza, non vedevano molto spesso Massimo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13514791:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/05/21/news/ciclista-di-44-anni-schiacciato-e-ucciso-da-un-tir-1.13514791]]

«Quando io e mio marito abbiamo ricevuto la telefonata delle forze dell’ordine, che ci hanno informato di quello che era successo, ci è crollato il mondo addosso: non avrei mai voluto sentire quelle parole, che mio fratello aveva fatto un incidente – racconta, comprensibilmente disperata, Barbara Aguzzi, sorella di Massimo, sposata con Stefano con il quale ha due figli – Era il mio unico fratello e gli volevo molto bene. Pochi anni fa i nostri genitori sono morti e lui viveva da solo a Gazzata. In precedenza aveva abitato anche a Stiolo, sempre a San Martino in Rio».

Ieri, al momento dell’impatto, Aguzzi stava facendo un giro in bicicletta per Campogalliano. Poi, ha sentito per telefono un suo amico, Domenico, che abita nelle vicinanze di Gazzata e avrebbero dovuto incontrarsi.

«Si erano telefonati e messi d’accordo per andare a fare insieme alcune spese – prosegue Barbara – ma a quell’appuntamento non è mai arrivato, purtroppo. Mi si stringe il cuore se penso a quello che è accaduto. Mio fratello lavorava per il gruppo Ama come operaio in magazzino, era una brava persona. Non ci sentivamo spesso per la lontananza ma siamo sempre stati molto legati».

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Aguzzi amava andare in bicicletta e ora dovrà essere chiarita la dinamica dell’incidente che ne ha provocato la morte proprio mentre era in sella alla sua due ruote.

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