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Nasce oggi Sinistra italiana e Sassi resta senza partito

Nasce oggi Sinistra italiana e Sassi resta senza partito

Il nuovo soggetto politico si presenta all’ostello della Ghiara con lo “Start Day” Ma il vicesindaco, orfano di Sel, non parteciperà: «Fanno solo una nuova sigla»

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REGGIO EMILIA. L’appuntamento è in programma oggi dalle 13 alle 19, all’Ostello della Ghiara. E i promotori lo hanno battezzato “Start Day”, a testimoniare la nascita ufficiale della nuova forza politica. Anche a Reggio infatti prende forma il progetto di Sinistra Italiana, con l’ambizione di creare una valida alternativa al Pd di stampo renziano. Un battesimo che tuttavia avverrà senza la “benedizione” del vicesindaco Matteo Sassi, l’unico esponente ex Sel in giunta, che ha deciso da tempo di non aderire al progetto nato dalle ceneri di Sinistra Ecologia e Libertà

All’evento alla Ghiara, invece, parteciperanno Giovanna Martelli, parlamentare fuoriuscita dal Pd, e il deputato Giovanni Paglia, anch’egli nel gruppo di Sinistra italiana in Parlamento, dove è approdato durante la sua militanza proprio nelle fila di Sinistra Ecologia e Libertà.

«Nonostante una crisi consolidata della militanza – fanno sapere i promotori reggiani del progetto – nonostante la disaffezione verso la politica, Sinistra Italiana ha generato curiosità e attenzione, smentendo chi vede il nostro come un Paese apatico e incapace di costruire uno spazio autonomo di discussione. Vogliamo metterci in cammino per realizzare un percorso autonomo e radicale di sinistra, confrontandoci con tutte le realtà locali interessate e i singoli cittadini». Un progetto che tuttavia non ha mai pienamente convinto Sassi, che dopo la messa in liquidazione di Sel – avvenuta semplicemente attraverso una comunicazione via mail, nella quale si annunciava il mancato avvio del tesseramento – è rimasto un amministratore senza partito. «Se il tema politico sul piano nazionale è la mera contestazione al governo Renzi, e su quello locale è esprimere solo un “no” ad un McDonald’s, personalmente fatico a trovare una ragione forte per un impegno politico di lungo respiro», spiega Sassi.

Un “divorzio” consumato sul metodo e nel merito: «Credo che non ci sia stato un adeguato momento di riflessione per sciogliere un’esperienza come quella di Sel, coinvolgendo chi come me ha contributo a fondarlo. E noto che Sinistra Italiana nasce senza avere avuto la capacità di portare con sè tutta Sel e altri soggetti politici organizzati. Si rischia di essere solo una sigla come tante. Anche perché non c’è stato un momento di elaborazione politica su ciò che sta accadendo in Italia e in Europa, alle prese con forze xenofobe e con il giustizialismo M5s. Argomenti derubricati da Sinistra Italiana». Il vicesindaco, tuttavia, esclude un suo imminente passaggio al Pd, di cui più volte in passato si è vociferato: «Per il momento mi concentro nel ruolo di amministratore che mi hanno consegnato i miei elettori. E non credo che il Pd attuale sia un luogo in grado di ospitare culture critiche». (e.spa.)

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