Tra motori e auto d’epoca la Mille Miglia “reggiana”
La 34ª edizione della celebre corsa di vetture storiche è transitata in città Dalle 19.45 i piloti hanno attraversato il centro storico, 4 i team reggiani
REGGIO EMILIA. Sono arrivate intorno alle 20 di ieri sera, fiammanti e lucenti in tutto il loro splendore, le centinaia di auto d’epoca che corrono questa trentaquattresima edizione della Mille Miglia. Da Corso Garibaldi a piazza Gioberti il centro storico della città è stato felicemente assordato dal maestoso rombo degli storici motori. Alfa Romeo, Lancia, Jaguar, Fiat e molte altre vetture hanno sfilato per farsi timbrare il certificato che attesta il loro passaggio. E poi via dirette verso Parma. Il tutto con la fondamentale partecipazione dell'Aci di Reggio che, come sempre, ha organizzato un passaggio che ha reso possibile ai reggiani la conoscenza dei personaggi e dei veicoli che hanno fatto la storia del mondo industriale degli ultimi 150 anni.
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Fra gli ospiti d’onore la leggendaria Alfa Romero 6C 2300 Pescara Sport Spider (numero 100) appartenuta a Benito Mussolini che disputò la Mille Miglia nel 1936 e una Lancia Ardea prima serie del 1939 pilotata dalla bellissima (e stanchissima) attrice Kasia Smutniak. E poi, accolti da un boato dai tanti curiosi rimasti fino fin dopo il calar del sole, ecco gli equipaggi reggiani.
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Ques’anno sono quattro quelli in gara. Il primo a transitare sarà l'imprenditore di Castellarano, Ivanno Frascari assieme al fidato navigatore, Luciano Teneggi. A bordo della loro Bugatti T40 del 1930 (numero 67) sono all'ottava partecipazione. Prima volta alla "Freccia Rossa" per i montecchiesi Iones e Mauro Bigliardi, padre e figlio, che a bordo della Fiat 500 C "Topolino" (numero 204) hanno intrapreso questa avventura per festeggiare i 70 anni del pilota e gli 80 della mitica vettura della marca torinese.
Quinta Mille Miglia per i toscani Romolo e Fabio Becchetti (Jaguar XK 120 OTS Roadster del 1952, numero 227) portacolori della Scuderia Tricolore di Reggio che dovrebbero transitare nonostante i gravi problemi al cambio patiti ieri durante la seconda tappa. Padre e figlio sono di Pietrasanta (Lucca), ma Fabio vive a Reggio con la famiglia. Prima volta anche per Paolo Bucchi di Unindustria e la moglie Maria Angela Snelli su una Austin Healey 100/4 BN2 del 1955.
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