Don Ranza: «Pannella dava dignità alle persone»
Messa in San Nicolò per il leader scomparso, presente un gruppo di radicali Il parroco: «Lo conobbi da ragazzo, non ebbe grandi onori ma lasciò il segno»
REGGIO EMILIA. Lo aveva annunciato e alla fine l’ha fatto davvero. Don Franco Ranza, parroco delle centralissime chiese di San Nicolò e San Francesco, ha officiato ieri una messa in memoria di Marco Pannella, all’anagrafe Giacinto, lo storico leader radicale morto giovedì scorso. Proprio lui, baluardo del conservatorismo che sfilava nelle manifestazioni assieme a Forza Italia e Lega Nord, ha deciso di ricordare uno dei principali fautori dell’introduzione dell’aborto e del divorzio in Italia.
In una San Nicolò quasi deserta a causa della coincidenza con le cerimonie di Comunione il nome di Pannella, quando viene pronunciato, rimbomba ancor di più. Così come i brusii di un gruppetto di quattro persone venute apposta per l’occasione. Si tratta di radicali vecchio stampo, laici e non credenti che hanno però apprezzato l’iniziativa di Don Ranza. Unica in città. «Hai sentito l’ha detto davvero - bisbigliano - belle parole anche se vengono da un prete». Ricordi personali, riconoscimenti di coerenza intellettuale e meriti umani, questo è stato il succo dell’omelia del parroco “conservatore”: «Ho deciso di ricordare - ha scandito dal pulpito - una persona che ci ha lasciato in questi giorni. Una persona complessa, conflittuale, che ha fatto delle scelte che molti di noi non hanno condiviso. Però era una persona che dava dignità agli altri, che rispettava tutti come esseri umani. Questa persona era Marco Pannella». E poi il ricordo personale, un episodio fortuito che avvicinò molti anni fa i due personaggi. All’epoca l’uno inconsapevole dell’esistenza dell’altro: «Lo conobbi quando ero un ragazzo. Viaggiando in treno vidi questo personaggio sdraiato nel corridoio della carrozza. Mi stupii, perché c’erano tanti posti liberi, quindi chiesi chi fosse quella persona. E quando mi risposero che si trattava di Pannella pensai: “Che tipo strano”. Lui era questo. Un uomo che con le sue scelte fatte in vita, anche in contrasto con la dottrina della Chiesa, fu coerente e non fu mai in svendita. Non ebbe dei grandi posti d’onore o dei grandi riconoscimenti ma lasciò un segno». Un gesto, quello di Don Ranza, che a prescindere dalle credenze personali e dalle vicende passate ha dimostrato maturità e attaccamento ai valori cristiani della condivisione. Come dimostra la partecipazione alla cerimonia anche di chi credente non è. Fra questi anche Giuseppe Caleffi, pioniere del partito radicale reggiano, che al termine della messa ha voluto congratularsi con il parroco e stringergli la mano. Un gesto che sicuramente avrebbe fatto piacere al compianto Pannella.
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