«Massimo era uno di famiglia Lo conoscevo fin da piccolo»
SAN MARTINO IN RIO. Anche i vicini di casa di Massimo Aguzzi sono profondamente addolorati di fronte alla tragica notizia della sua morte. «Mi aveva salutato sabato mattina mentre stava partendo in...
SAN MARTINO IN RIO. Anche i vicini di casa di Massimo Aguzzi sono profondamente addolorati di fronte alla tragica notizia della sua morte.
«Mi aveva salutato sabato mattina mentre stava partendo in bicicletta da casa – racconta Mario Dallari, che abita in via Casoni, a Gazzata, di fianco alla casa del 44enne – dicendomi che ci saremmo rivisti a mezzogiorno. E invece così non è stato. Lui a mezzogiorno non è più tornato a casa. Eravamo molto legati a Massimo: lo conoscevo da tanti anni. La sua famiglia gestiva un’azienda agricola al “Mulino”, tra San Martino e Gazzata. Fino a una quindicina di anni fa abitavano sempre lì, al “Mulino” dove avevano un allevamento di mucche. Poi si sono trasferiti qui, in via Casoni. Quando la mamma di Massimo è morta, un paio di anni fa, noi gli siamo stati vicini per aiutarlo a superare quel momento difficile. Ed ora è come se fosse venuta a mancare una persona di famiglia. Abbiamo avvisato noi lo staff del gruppo Ama, dove Massimo lavorava».
Sull’incidente interviene anche Marco Rubbiani, consigliere comunale di “Progetto Campogalliano” per ricordare come negli anni non si sia fatto nulla per accelerare la costruzione della rotonda necessaria e invocata a gran voce da più parti per “rendere meno pericoloso l’incrocio. Analizzate le voci di costo presunte, ci chiediamo come è possibile che questa opera pubblica evidentemente necessari richieda investimenti così onerosi». (s.a.)
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