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Picchiava la moglie davanti ai figli Finisce in carcere

NOVELLARA. Quando era ubriaco, picchiava la moglie, la costringeva a fare sesso con lui e la rinchiudeva in casa, togliendole anche il cellulare. Un quadro cupo di abusi e violenze, quello emerso...

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NOVELLARA. Quando era ubriaco, picchiava la moglie, la costringeva a fare sesso con lui e la rinchiudeva in casa, togliendole anche il cellulare. Un quadro cupo di abusi e violenze, quello emerso in una famiglia di Novellara formata da marito, moglie e due figli piccoli. Ora il tribunale ha condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione il marito, un 35enne operaio, e venerdì i carabinieri novellaresi hanno reso esecutiva la sentenza arrestandolo e portandolo al carcere di Reggio.

L’uomo vi rimarrà rinchiuso sino alla fine del 2019 a meno di altri provvedimenti che portino a una variazione della pena. Le violenze erano iniziate nel 2013 e sono venute a galla nel 2014, quando la moglie dell’operaio ha denunciato quanto stava accadendo allontanandosi da casa con i piccoli figli. Nel 2014 i carabinieri hanno avviato le indagini che hanno portato all’istruzione di un processo e poi alla condanna, ora definitiva, a tre anni e quattro mesi di carcere per il marito. La base di tutto sarebbe una fortissima e ingestibile gelosia da parte dell’uomo, alimentata da forti e frequente bevute. Molte volte, l’oggi 35enne tornava a casa ubriaco e nervoso e in questo stato malmenava la moglie e la costringeva ad avere rapporti sessuali con lui, senza curarsi troppo della volontà in questo senso della donna.

La moglie ha spiegato di aver sempre accettato in silenzio questa violenza perché impossibilitata a difendersi e soprattutto per evitare di far capire ai figli – che dormivano in una cameretta a fianco della stanza da letto della coppia – cosa stesse succedendo. Ma oltre a questi abusi, l’uomo manteneva una costante e durissima pressione sulla donna, sempre infiammata dalla gelosia e dai sospetti. Un comportamento ossessivo, che l’alcol ha peggiorato, proseguito per oltre un anno, sino a quando la moglie – dopo l’ennesima violenza subita – ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri chiedendo protezione per sé e per i bimbi. Adesso, il processo è terminato con la condanna, ora diventata esecutiva e concretizzata dai carabinieri novellaresi con l’arresto. (adr.ar.)

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