«La fusione sarà un’opportunità di crescita»
Campegine: Morando, viceministro dell’economia, all’incontro di Casa Cervi sul prossimo referendum
CAMPEGINE. «Le fusioni dei Comuni, come quella di Campegine, Gattatico e Sant'Ilario sono un’opportunità di crescita e di equità sociale, non solo per i Comuni stessi ma per l’intero Paese».
Non ha dubbi il viceministro dell’Economia Enrico Morando, ospite nella mattinata di sabato di un’assemblea pubblica a Casa Cervi, dedicata ad analizzare le prospettive e le opportunità di sviluppo che si profilano dalla fusione dei Comuni di Campegine, Gattatico e Sant'Ilario.
Insieme al viceministro c’erano Emma Petitti, assessore regionale al Bilancio e Riordino istituzionale, Giammaria Manghi presidente della Provincia, Fabio Federici assessore alle attività produttive del Comune di Valsamoggia, Alessandro Ceschi direttore del Consorzio Comuni trentini e Gianni Maiola, sindaco di Gattatico.
«In italia abbiamo un problema – ha spiegato il viceministro Morando – rendere più efficace la spesa pubblica, dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo sociale, nel contrastare per esempio i fenomeni di disuguaglianza. La nostra spesa pubblica, che è relativamente elevata nel contesto europeo, non fornisce al Paese il necessario supporto né sul piano del sostegno della crescita né su quello dell'equità sociale. Da questo punto di vista è importante rendere i nostri Comuni, a parità di spesa, più forti e capaci di fornire servizi all’economia, alla società, ai cittadini. Una nuova strategia affinché si possano ottenere risultati migliori anche nel campo della programmazione, della pianificazione dello sviluppo, nell’utilizzo del territorio. Perché quello che un Comune piccolo non è in grado di fare, un Comune di dimensioni adeguate può farlo facilmente».
L’incontro a Casa Cervi si inserisce in un percorso di informazione promosso dai Comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine che in autunno chiameranno i cittadini a esprimersi sul quesito referendario della fusione in un Comune unico. Un’opportunità sostenuta dallo Stato e dalla Regione Emilia Romagna, che in caso di vittoria dei “Sì” metteranno a disposizione risorse pari a 19 milioni e 500mila euro distribuiti in un arco di 15 anni. Ai comuni nati da fusione la Regione riconoscerà inoltre, per i primi 10 anni, priorità assoluta nei programmi e nei provvedimenti che prevedano contributi a favore degli enti locali.
«Quella dei tre Comuni della Val d’Enza – ha spiegato Emma Petitti – è una fusione importante per garantire i servizi ai cittadini e per rendere competitivi i nostri territori. La Regione sta sostenendo i Comuni che decidono di intraprendere questo percorso perché con le riforme che sono state messe in campo si sta trasformando l’assetto istituzionale del Paese».
Anche Giammaria Manghi guarda alla fusione dei tre Comuni in una prospettiva di ampio respiro: «Non è stata ancora trovata una chiave di volta per una definizione della finanza pubblica italiana e per l'autonomia delle amministrazioni locali. Oggi in Italia i Comuni sono circa 8000, e metà di essi hanno dimensioni molto modeste. Questa debolezza strutturale, che difficilmente consente ai Comuni con più di 10mila abitanti di stare in piedi, si verifica in un quadro in cui i bisogni delle persone si sono moltiplicati. Per questo il processo di fusione di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario ha un valore addirittura superiore al destino dei singoli Comuni».
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