Gazzetta di Reggio

Reggio

«Non ho paura di affrontare il processo»

di Andrea Vaccari
«Non ho paura di affrontare il processo»

Brescello: la leghista Catia Silva indagata per le firme raccolte senza l’autenticatore in vista delle elezioni del 2014

3 MINUTI DI LETTURA





BRESCELLO. «Voglio andare avanti, non ho paura di affrontare il processo perché voglio che emerga la verità».

Catia Silva non si scoraggia dopo il rinvio a giudizio sulla vicenda relativa alla raccolta firme in vista delle elezioni comunali del 2014.

Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto il rinvio a giudizio per Catia Silva e altre quattro persone (tra cui l’autenticatore delle firme e alcuni amici e parenti) in quanto, dalle indagini, risulterebbe che 15 delle 65 firme totali – tutte autentiche - sarebbero state raccolte senza la presenza dell’autenticatore. Un aspetto che Catia Silva contesta e sul quale è pronta a difendersi.

«Circa un anno e mezzo dopo le elezioni chiesi io stessa – spiega Catia Silva, esponente leghista, in passato più volte minacciata di morte e tra le poche a segnalare le infiltrazioni ’ndranghetiste sul territorio – di essere ascoltata dal sostituto procuratore, anche se poi venni ascoltata da due ispettori della questura. Nonostante tutte le persone abbiano dichiarato per due volte la regolarità delle proprie firme, è stato chiesto il rinvio a giudizio contestando la presunta mancanza di un certificatore al quale, tra l’altro, la comunicazione di avvio delle indagini è arrivata con un ritardo di 6 mesi rispetto agli altri indagati. Perché in circa 40 Comuni nella provincia di Reggio Emilia che andarono al voto, soltanto la nostra lista ha avuto questo tipo di problema?».

L’inizio della vicenda è da ricollegare all'arrivo, alla Procura della Repubblica, di una lettera firmata “gola profonda” e scritta con un pantografo.

«Amo la giustizia – si legge nella missiva – e chiedo alle autorità di svolgere le indagini perché gira voce di irregolarità alle elezioni nel Comune di Brescello per le amministrative di questo anno perché le due liste che dicono di essere oneste, “Brescello onesta” e “Onestà civile”, la parola onestà non la conoscono perché “Brescello onesta” ha depositato la lista con firme false e non autenticate con regolarità, mentre l'altro violenta la moglie e dicono sia uno che fa e usa marijuana. Fate le indagini, vogliamo la verità».

Il riferimento, oltre che alla lista di Catia Silva, è anche all’altra lista di opposizione, “Onestà civile”, guidata da Luciano Conforti.

Anche Luciano Conforti rigetta al mittente le accuse rivoltegli dall’anonimo: «Sono un salutista convinto e non ho mai fumato nemmeno una sigaretta – afferma l’esponente della lista di opposizione all’epoca dei presunti episodi – e se qualcuno ha dei dubbi mi posso tranquillamente sottoporre a qualsiasi test antidroga, nè tantomeno ho mai fatto violenza su mia moglie, alla quale ho dedicato libri e poesie. Puntualmente, a ogni tornata elettorale, escono cose non veritiere sul mio conto. Probabilmente si tratta della stessa persona che segnalò erroneamente ai carabinieri che sulla rotonda che curo personalmente cresceva della marijuana, quando invece si trattava di ibiscus, e che mi ha fatto oggetto di diverse lettere anonime».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google